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01 Febbraio 2026 - 22:40
È partito il bando 2026 per la ripartizione della quota dell’8x1000 a gestione diretta statale, con importanti novità sui limiti di spesa e sulle modalità di rendicontazione. Le domande possono essere presentate da oggi fino al 30 settembre da enti pubblici, associazioni e organizzazioni del terzo settore, mentre restano esclusi gli enti a scopo di lucro.
Secondo il decreto firmato il 26 gennaio dal Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei ministri, vengono introdotti nuovi parametri di valutazione delle domande e viene ribadito il principio della destinazione vincolata dei fondi, che impone di impiegare ogni euro in modo effettivo per i progetti scelti dai contribuenti.
Lo scorso anno, i cittadini hanno destinato allo Stato 202 milioni di euro tramite la dichiarazione dei redditi 2024. Per ottimizzare l’uso delle risorse, il bando aggiorna i limiti di spesa generale e amministrativa, differenziandoli in base al tipo di intervento:
Assistenza ai rifugiati e minori stranieri non accompagnati: 20.000 euro
Calamità naturali: 300.000 euro
Conservazione dei beni culturali: 200.000 euro
Fame nel mondo: 20.000 euro (con progetti concentrati in Paesi africani convenzionati nel Piano Mattei)
Prevenzione e recupero dalle dipendenze patologiche: 50.000 euro
Per progetti di importo superiore a 500.000 euro, è obbligatoria la suddivisione in lotti funzionali, ciascuno capace di garantire risultati misurabili, con una chiara definizione di aspetti tecnici, funzionali e finanziari. È ammessa la collaborazione con partner, purché la quota affidata a ciascuno non superi il 40% del budget complessivo.
Il bando include anche un elenco dettagliato di spese non ammissibili, come arredi per ufficio, telefoni e SIM card, con l’obiettivo di semplificare la compilazione delle domande e ridurre margini di interpretazione.
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