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Il caso
06 Febbraio 2026 - 22:20
La città di Fujiyoshida, in Giappone, custode di una delle viste più famose al mondo (quella della pagoda Chureito con il Monte Fuji sullo sfondo), ha annunciato ufficialmente la cancellazione del Sakura Matsuri 2026, il celebre festival dei ciliegi.
Nato solo dieci anni fa per promuovere il turismo locale, il festival è diventato vittima del suo stesso successo, alimentato dalla viralità su Instagram e TikTok e dalla debolezza dello yen.
Con punte di 10.000 visitatori al giorno concentrati nello stesso punto panoramico, la città è rimasta paralizzata. Gli ingorghi stradali hanno bloccato mezzi pubblici e soccorsi.
Il sindaco Shigeru Horiuchi ha denunciato situazioni estreme. Molti residenti hanno segnalato turisti che entravano in case private per usare i bagni o, peggio, persone che hanno defecato nei giardini delle abitazioni. A questo si aggiungono danni alle proprietà, mozziconi ovunque e violazioni continue della privacy. "La vita dei cittadini è minacciata", ha dichiarato il primo cittadino. Per preservare la dignità della comunità, il sipario sull'evento si chiude a tempo indeterminato.
Fujiyoshida è solo l'ultima tessera di un mosaico di restrizioni che il Giappone sta applicando in tutto il Paese per gestire i 42 milioni di turisti previsti nel 2025-2026.
Tra le altre restrizioni, una rete nera anti-selfie davanti a un minimarket di Fujikawaguchiko, il divieto di accesso ai vicoli privati a causa di alcune molestie alle geisha e furto di scatti non autorizzati a Kyoto, l'introduzione del numero chiuso e una tassa per tutelare la sicurezza degli escursionisti ed evitare l'accumulo di rifiuti sul Monte Fuji.
Nonostante l'annullamento del festival, le autorità prevedono comunque flussi massicci per la fioritura di aprile: per questo verranno installati bagni chimici extra e aumentati gli addetti alla sicurezza, ma senza la cornice celebrativa dell'evento ufficiale.
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