l'editoriale
Cerca
I piani di Stellantis
01 Febbraio 2026 - 08:50
Il 21 maggio Antonio Filosa, ceo di Stellantis, dovrà convincere gli azionisti sulla bontà del piano industriale che presenterà all’Investor Day e anche i mercati. Perché il Gruppo deve far capire quale sia la strada da percorrere, ora che si trova a metà fra la transizione green lanciata da Carlos Tavares e la retromarcia ora attuata a furor di mercato. Per il momento Stellantis prova a rassicurare la politica - come se ce ne fosse bisogno - con i dettagli del piano per l’Italia confermato, annunci già noti di modelli e “segnali di ripresa”, ma nelle Americhe.
E mentre il ministro Urso quasi “applaude”, restano sullo sfondo due domande: Stellantis taglierà qualcuno dei suoi marchi storici, con conseguenze inevitabili per gli impianti? E cosa accadrà proprio per quegli stabilimenti “in bilico” - almeno due in Italia, altri in Polonia e Francia - mentre si punta a investire forte in nord Africa oltre che in USA?
Alla prima domanda, Emanuele Cappellano, ceo di Stellantis Enlarged Europe, la divisione che ha sede a Torino, ha risposto in una intervista a Top Gear Olanda, il giorno prima del suo intervento al Tavolo per l’automotive al Mimit, venerdì mattina. No: non scompariranno, ma nel Gruppo c’è ancora l’ombra di quanto sosteneva anche Tavares, ossia dare del tempo a ogni marchio per dimostrarsi redditizio, altrimenti... E quel tempo è dieci anni: dalla fusione FCA-PSA che ha dato vita a Stellantis ne sono passati però già cinque e Cappellano ritiene che quella strategia «non si è dimostrata molto efficace». «Tutti i marchi hanno più o meno successo a modo loro» ha detto, ma Stellantis ne ha 14, che occupano gli stessi segmenti di mercato, cui aggiungere il partner cinese Leapmotor. Come si disciplina questa cannibalizzazione? Filosa ha già lasciato intendere l’arrivo di tagli. Di certo, per addetti ai lavori e non solo, i brand a rischio sono ancora DS - il premium di Citroën -, Maserati e Lancia, che assieme alla vecchia Ypsilon ha perso oltre il 60% di vendite.
Al Tavolo al Mimit, però, Cappellano ha ribadito progetti per tutti i brand prodotti in Italia. A differenza del vecchio passaggio di Tavares e della sua promessa di un milione di veicoli - nel 2025 sono stati circa 300mila i prodotti -, Cappellano ha prodotto uno “show” rassicurante e privo di contrasti con il ministro Urso, nel segno di quella nuova concordia e fiducia del governo nelle intenzioni di Elkann. Anzi, si sposa il fatto che Stellantis ora voglia “dettare la linea” all’Europa in tema di emissioni e regolamenti.
«Stellantis conferma il proprio impegno per l’Italia che continuerà a rappresentare un punto di riferimento nel futuro per il Gruppo» ha detto Cappellano parlando degli investimenti - già in atto - per 2 miliardi di euro, con 7 miliardi di acquisti dai fornitori, cui ha aggiunto 1 miliardo di euro investito in ricerca e innovazione: «è oltre la metà degli investimenti complessivi fatti lo scorso anno. Le quasi 400 nuove domande di brevetto depositate in Italia nel 2025 testimoniano il nostro primato nell’innovazione». E nel conto si mette l’adesione all’Istituto Italiano per l’IA e alla Fondazione Chips-IT, che ha sede a Torino.
Ribadito che il 2025 si è chiuso con un aumento della produzione a Mirafiori di quasi il 28%, spinta proprio dalla nuova 500 ibrida, ossia unico stabilimento in ripresa, ma con numeri bassi. In ogni caso, già da febbraio «potremo ridurre il ricorso a strumenti di cassa integrazione o contratti di solidarietà in alcuni dei nostri stabilimenti». Oltre circa 400 assunzioni già in corso, con qualche difficoltà.
Per il resto, a Melfi verrà riavviato il secondo turno per la nuova Jeep Compass, in attesa di un nuovo modello DS e della nuova Lancia Gamma, entrambe sia con motorizzazione elettrica che ibrida. Terzo turno per Atessa, con i veicoli commerciali.
Critica invece la situazione di Cassino: «Stiamo gestendo la transizione legata al cambiamento della strategia rispetto al full electric». Fra una “serie speciale” per Alfa Romeo Giulia e Stelvio e la decisione di lanciare una nuova Maserati Grecale.
Proprio per il marchio del Tridente, la cui produzione ha lasciato da tempo Mirafiori per tornare esclusivamente a Modena, Cappellano ha detto: «Siamo impegnati a definire la miglior soluzione possibile per il futuro di Maserati». Ossia cessione o scorporo non sono per niente esclusi.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..