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AUTOMOTIVE

La chiamata di Stellantis in Algeria? «E' fuori luogo»

I sindacati rispondono, poi a San Valentino si scende in piazza

Stellantis "chiama" in Algeria: è fuori luogo

La "chiamata" di Stellantis in Algeria? 
«Fuori luogo e fuori contesto». 
I sindacati rispondono, intanto a Roma è previsto un tavolo dove Stellantis ribadirà le sue strategie.

Il rilancio di Torino:

Il dissenso dei sindacati del settore, riuniti questa mattina all'auditorium Santo Volto, con lo slogan: "Il rilancio di Torino parte da Mirafiori". «Noi stiamo invitando l'indotto - e Stellantis - a costruire un polo forte qui, a Torino - spiega Luigi Paone segretario generale Uilm Torino - Il suo invito va contro tutto il nostro lavoro. Non solo i sindacati, anche le istituzioni devono opporsi a questo progetto, non possiamo assistere passivamente al declino torinese». 
«Riteniamo che la proposta sia arrivata in un momento fuori luogo e probabilmente fuori contesto. Ciò che ci aspettiamo dalla maggiore associazione imprenditoriale della città è che sia promotrice di un'innovazione delle filiere e catene del valore e industria componentistica del nostro territorio. Non riteniamo altre opportunità possano essere colte, ma va privilegiato la nostra economia». Rocco Cutrì, segretario generale Fim Torino.

San Valentino in Piazza:

E per questa sentita opposizione c'è una data ben precisa: il 14 febbraio (alle 10). Un San Valentino diverso dal solito, da passare in piazza Alberello con "Innamorati di Torino", l'appello per il rilancio economico e industriale torinese.  «Noi non protestiamo contro qualcuno, ma per qualcosa - ha detto Tania Basso, segretaria Fismic - una manifestazione che racchiude un grande significato: gli innamorati di Torino siamo noi, coloro che cercano e credono in Torino. Ma anche un appello a tutta la cittadinanza di innamorarsi e credere di nuovo nella nostra città, nel nostro futuro». 

«Una manifestazione promossa dai sindacati ma che vuole essere della città di Torino. Una città in sofferenza, che ha perso centralità e che si è impoverita perché il principale produttore di auto italiano, la vecchia Fiat ora Stellantis, non ha più portato modelli per lo stabilimento di Mirafiori. Torino si rilancia con l'industria, con l'auto. Ecco perché chiediamo nuovi modelli, non la follia di spostare gli imprenditori in Algeria». Queste le parole di Edi Lazzi, segretario generale Fiom Torino.

Ciro Marino, Uglm Torino: «Chiediamo alle istituzioni di entrare in campo. Il lavoro deve tornare al centro, non possiamo più permettere delocalizzazioni. Qui hanno annunciato 400 assunzioni a tempo determinato e oltre alpi assistiamo a 1400 assunzioni indeterminati. Non si può continuare così, Torino deve tornare a essere la città dell'automobile».

Guardando "ancora più in là", oltre la manifestazione, Fabrizio Amante, Associazione quadri AQCFR ha espresso preoccupazione: «Il 21 maggio ci sarà l'Investor Day di Stellantis. Ci aspettiamo un piano preciso sugli investimenti sull'area torinese, non solo produttivi ma anche sugli enti centrali. Serve un piano serio e regole certe».

Le istituzioni:

Al raduno pre-manifestazione di questa mattina, hanno partecipato anche il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e il vicepresidente della Commissione Industria Ue, Giorgio Gori. 
Il primo cittadino, ha sottolineato come sia fondamentale fare squadra per «costruire una piattaforma di sviluppo industriale per Torino, basata su un patto tra sindacati, imprese ed istituzioni». 
Dopo aver lodato il lavoro dei sindacati, Cirio ha invece cercato di vedere il bicchiere mezzo pieno: «Siamo riusciti a portare un secondo modello. Non è risolutivo, ma è più di ieri. Chiunque venga a costruire macchine in Piemonte è ben  accetto». 
Giorgio Gori, infine, ha ribadito: Il Green Deal certo è una delle cause della crisi, ma non la metto al primo posto. Per il vicepresidente, in poche parole, è come se ci fossimo «buttati sull'elettrico», vedendone solo i lati positivi, ma «senza preoccuparci di avere gli strumenti per poter essere competitivi». Stellantis, invece, «è un'azienda che ha fatto un uso estrattivo delle risorse e che ha privilegiato, neanche i profitti quanto i dividendi. Segnando un ulteriore ritardo nell'innovazione e capacità di competizione».

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