l'editoriale
Cerca
La crisi dell'automotive
30 Gennaio 2026 - 14:20
Nelle grandi transizioni industriali le parole pesano quasi quanto i numeri. Perché i numeri raccontano la direzione, ma le parole — se pronunciate nel luogo giusto e davanti agli interlocutori giusti — provano a ricucire fiducia. È con questo doppio registro, tra impegni e cautela, che Stellantis si è presentata al tavolo nazionale sull’automotive tenutosi questa mattina al Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. A parlare per il Gruppo è stato Emanuele Cappellano, Responsabile Enlarged Europe & European Brands e Stellantis Pro One: un intervento che mette in fila quanto già noto e ripetuto, ossia investimenti, produzione, occupazione e filiera, ma anche un’ammissione netta: “È evidente che il momento che stiamo vivendo non è certamente facile”.
Il "piano di impegni" e il tavolo automotive
Cappellano rivendica un punto politico-industriale: “Stellantis conferma il proprio impegno per l’Italia che continuerà a rappresentare un punto di riferimento nel futuro per il Gruppo”. Il riferimento è al “Piano di impegni” definito nel dicembre 2024 “a chiusura del tavolo Stellantis”, un passaggio che — nelle intenzioni — doveva segnare una linea di continuità con la storia industriale del Paese e, insieme, una risposta alle inquietudini di lavoratori e territori. Ma il dirigente non nasconde la complessità del contesto: la difficoltà non riguarda solo Stellantis, bensì “tutto l’ecosistema con cui operiamo in Italia e in Europa e nel mondo”. E qui il Tavolo Automotive al Mimit viene descritto come una sorta di cabina di regia collettiva: “un’opportunità importante per unire le forze verso la difesa di un’industria fondamentale com’è l’automotive”. Difesa è una parola che suona quasi bellica, e non a caso: l’auto oggi è un campo in cui si incrociano transizione energetica, concorrenza globale, costo dell’energia, catene di fornitura e nuove tecnologie. La domanda, implicita, è semplice e scomoda: l’Italia vuole restare un Paese che produce auto — e valore — oppure limitarsi a consumarle?
Un miliardo in ricerca e quasi 400 brevetti
Sul fronte dell’innovazione, Stellantis mette sul tavolo un dato che punta a fare notizia: “Nel 2025 abbiamo investito in Italia circa 1 miliardo di euro in ricerca e innovazione: è oltre la metà degli investimenti complessivi fatti lo scorso anno”. Non solo: “Le quasi 400 nuove domande di brevetto depositate in Italia nel 2025 testimoniano il nostro primato nell’innovazione”. È un messaggio chiaro: l’Italia non sarebbe soltanto un luogo di assemblaggio, ma un perno di sviluppo tecnologico. A rafforzare questa narrazione, Cappellano aggiunge l’adesione — “anche grazie al supporto del ministro Urso” — all’Istituto Italiano per l’IA e alla Fondazione Chips-IT. “Siamo la prima realtà industriale italiana a compiere questo passo”, sottolinea, definendolo “prova tangibile” della fiducia nel futuro dell’innovazione in Italia. In un settore dove software, intelligenza artificiale e semiconduttori sono ormai il nuovo motore invisibile, la scelta ha un valore strategico: senza chip e senza competenze digitali, anche la migliore meccanica rischia di restare ferma ai box.
Mirafiori e la 500 Ibrida
Tra i passaggi più concreti c’è quello su Mirafiori: “Il 2025 si è chiuso con un aumento della produzione a Mirafiori di quasi il 28%, spinta proprio dalla nuova 500 ibrida”. Il dato è significativo perché racconta una tendenza: la domanda — e la strategia — sembrano premiare un approccio meno rigido, dove l’ibrido torna a essere ponte e non ripiego. Non è un dettaglio tecnico: è una scelta industriale che incide su turni, volumi, forniture e occupazione. E infatti Cappellano collega la “rinnovata politica di allocazione produttiva” a un obiettivo sensibile: “già dal 2026 potremo ridurre il ricorso a strumenti di cassa integrazione o contratti di solidarietà in alcuni dei nostri stabilimenti”. È una promessa prudente (“in alcuni”), ma è anche un segnale: se i modelli girano, la fabbrica respira.
È un passaggio che fotografa un riposizionamento: mentre si definisce “il mix produttivo ottimale” nel nuovo Piano Strategico, il focus resta sulla “gamma attuale”. Qui entrano in scena le mosse di prodotto: una “serie speciale” per Alfa Romeo Giulia e Stelvio e la decisione di lanciare “una nuova Maserati Grecale”. Segnali di presidio del mercato, in attesa che la strategia si stabilizzi. Infine Modena, dove Stellantis rivendica un ritorno alle origini: “Abbiamo riportato la produzione di GranCabrio e GranTurismo nello storico stabilimento di Maserati”. E per rafforzare il posizionamento nel lusso, è stata lanciata “Bottega Fuoriserie”, per produzioni “su misura” e per “confermare Maserati quale icona italiana”. Ma c’è anche un passaggio che lascia intendere un dossier aperto: “Siamo impegnati a definire la miglior soluzione possibile per il futuro di Maserati”. In altre parole, il marchio resta centrale nell’immaginario, ma il suo equilibrio industriale è una partita ancora in corso.
La risposta dei sindacati
Praticamente non con i metodi dell'ex ceo Carlos Tavares, ma comunque uno "show" di Stellantis, mentre di fuori i sindacati davano vita a un presidio. Il primo appuntamento con Stellantis, dice Rocco Palombella, segretario generale Uilm “sarà quello del piano industriale, del vero piano industriale". Quello presentato un anno fa "non ha prodotto i risultati che volevamo. Adesso quindi ci aspettiamo che, prima che lo presentino a Detroit, lo presentino in Italia e ci dicano effettivamente cosa intendono fare qui. I buoni propositi sono tanti ma dai buoni propositi bisogna passare agli impegni e poi al rispetto degli impegni. Ora qui non abbiamo avuto la contezza che questo c'è”.
"Dal tavolo non è arrivata nessuna risposta concreta per i lavoratori con una riduzione del fondo automotive, da 8 a 1,6 miliardi in 5 anni, senza alcuna condizione nei finanziamenti pubblici per garantire l’occupazione in Italia”. Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità. “E’ opportuno sottolineare - aggiungono - che il tavolo, istituito appena dopo l’insediamento dell’attuale Governo, aveva un obiettivo estremamente importante e certamente non semplice, di addivenire ad un accordo tra Governo-Stellantis-Anfia-Regioni interessate e organizzazioni sindacali che definisse le condizioni affinché nel nostro Paese si tornasse a fare ricerca e sviluppo e di produrre più di un milione di veicoli e di salvaguardare l’occupazione anche nella componentistica”.
I più letti
L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.
CronacaQui.it | Direttore responsabile: Andrea Monticone
Vicedirettore: Marco Bardesono Capo servizio cronaca: Claudio Neve
Editore: Editoriale Argo s.r.l. Via Principe Tommaso 30 – 10125 Torino | C.F.08313560016 | P.IVA.08313560016. Redazione Torino: via Principe Tommaso, 30 – 10125 Torino |Tel. 011.6669, Email redazione@torinocronaca.it. Fax. 0116669232 ISSN 2611-2272 Amministratore unico e responsabile trattamento dati e sicurezza: Giuseppe Fossati
Registrazione tribunale n° 1877 del 14.03.1950 Tribunale di Milano
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo..