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Il caso

Referendum sulla magistratura «Separare le carriere è un passo avanti»

Caiazza e Rinaudo rispondono al Procuratore Bombardieri e difendono la riforma

Referendum sulla magistratura «Separare le carriere è un passo avanti»

«Mentre mi reco a Cuneo per un confronto pubblico sul voto referendario, leggo la dichiarazione di voto del Procuratore Bombardieri. Ben altri - egli dice - sono i problemi della giustizia. Io penso che assicurare ai cittadini un giudice più forte, libero dai condizionamenti politici delle correnti della magistratura e dal protagonismo ipertrofico delle Procure, sia un enorme passo avanti verso una giustizia più giusta», afferma l’avvocato Giandomenico Caiazza, presidente del Comitato «Sì Separa» e già presidente dell’Unione delle Camere Penali. «Apprezzo l’onestà intellettuale di Bombardieri - aggiunge Caiazza - visto che almeno ha evitato di lanciare, anche solo in un accenno, la consueta fake news sulla riforma che sottoporrebbe la magistratura alla politica». Anche l’ex magistrato e vicepresidente del Comitato Nazionale Cittadini per il Sì, Antonio Rinaudo, sottolinea l’importanza della riforma: «Questa è una riforma dell’ordinamento giudiziario e non ha alcun intento di migliorare subito efficienza e tempi, che saranno oggetto di interventi successivi. Attua invece il principio costituzionale del giusto processo, separando le carriere di PM e giudice». «Il PM continuerà a svolgere tutte le sue funzioni senza condizionamenti esterni, né dalla politica né dall’Esecutivo - conclude Rinaudo - e lo farà con maggiore tutela, che oggi invece non gli è riconosciuta».

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