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Automotive
27 Gennaio 2026 - 12:20
C’è una considerazione, nella nostra società, per cui l’auto, ogni auto, smette di essere soltanto un prodotto e diventa un segnale. Un segnale di gusto, di bisogni che cambiano, di aspettative che si spostano, fotografia della società. Così come la Fiat 600 e la Fiat 500 sono state le vetture del Boom, motorizzando l'Italia e cambiando la società, ogni modello ha raccontato una fase del Paese. E i segnali arrivano dai premi o i riconoscimenti, in particolare quelli della rivista Quattroruote, a lungo - e ancora oggi - "Bibbia dell'auto". Oggi uno di quei riconoscimenti arriva alla Fiat Grande Panda, appena incoronata “Quattroruote – La Novità dell’Anno 2026”. Sulla carta il segnale commerciale di un’Italia che chiede mobilità più semplice, più accessibile, più intelligente. E magari anche un po’ più allegra, perché no. Ma poi tocca al mercato emettere le sue sentenze: e qui abbiamo la sorprese. Vediamole.
Il significato del premio
Il verdetto arriva da un referendum digitale che quest’anno ha messo in gara 20 tra le più significative novità automobilistiche lanciate nel 2025. La Grande Panda ha primeggiato con il 12% delle preferenze: un dato che, letto fuori dal tecnicismo delle classifiche, suona come una fotografia nitida del consenso. Non un premio “calato dall’alto”, ma un riconoscimento che nasce dal voto popolare, nelle intenzioni della rivista: e in un settore dove spesso la distanza tra desideri reali e narrazioni pubblicitarie è ampia, questo dettaglio pesa.
I precedenti: dalla 500 di Giacosa alla 600e
Fiat, che su questa vettura ha investito anche in termini di immagine - come dimostra lo spot con Shaggy e la serata "Pandastic" in occasione di San Giovanni a Torino - rivendica con orgoglio il risultato, e non è difficile capirne il motivo: il titolo di Quattroruote ha un valore particolare perché intercetta un pubblico esperto ed esigente, quello dei lettori della storica testata. La “nona vittoria” di un modello Fiat nell’albo d’oro del premio istituito nel 2000 dalla redazione di Quattroruote non è soltanto una medaglia da esporre in bacheca: è la conferma di un legame che dura nel tempo e che, a tratti, sembra quasi generazionale. Basta scorrere l’elenco dei precedenti trionfi per cogliere la trama: Fiat Panda (2004), Fiat 500 (2008), Fiat 500L (2013), Fiat 500X (2016), Nuova 500 (2021), Fiat 600e (2024) e ora la nuova vittoria del 2026 con Grande Panda. Modelli diversi, epoche diverse, ma un filo comune evidente: l’idea di un’auto popolare non come sinonimo di “povera”, bensì come progetto capace di mettere insieme stile, praticità e un prezzo — o almeno una promessa di accessibilità — compatibile con la vita reale.
Grande Panda: stile, innovazione (e la virata su ibrido e benzina)
Il testo che accompagna il riconoscimento insiste su una triade che, oggi, è quasi un campo minato: stile, innovazione e accessibilità. Perché è facile dichiararli, più difficile farli convivere. Eppure la Grande Panda sembra aver convinto proprio per questa “combinazione eccezionale”. La vecchia Panda — come nome e come concetto, fin dalla progettazione di Giugiaro — non è mai stata soltanto un’auto. È stata un’idea di mobilità quotidiana, un oggetto che si infilava nelle abitudini senza chiedere permesso. La Grande Panda, nel racconto di FIAT, prova a fare lo stesso in un’epoca più complicata, dove l’automobile è chiamata a giustificarsi: per l’ambiente, per i costi, per le regole che cambiano, per le città che si restringono.
Un elemento chiave, sottolineato con chiarezza, è la “gamma completa di motorizzazioni — elettrica, ibrida e benzina”. In altre parole: non una scelta obbligata, ma un ventaglio. E in un mercato dove la transizione energetica procede a velocità diverse — tra chi può permettersi il salto e chi deve fare i conti con infrastrutture, percorrenze, budget familiari — questa pluralità diventa un argomento potente. FIAT la presenta come la capacità di “incontrare i nuovi bisogni delle famiglie e degli automobilisti”. Tradotto: non tutti vivono la mobilità allo stesso modo, e non tutti possono (o vogliono) adottare subito una sola soluzione. E, soprattutto, sull'elettrico Stellantis ha battuto duramente il muso. Dunque, per Grande Panda fin dall'inizio si era puntato sul concetto di low cost - per affrontare Dacia, soprattutto -, realizzabile soltanto riproponendo il motore endotermico a benzina.
Una scia di riconoscimenti: ma quanto vende?
Il titolo di Novità dell’Anno 2026 si aggiunge a una serie di premi nazionali e internazionali già ottenuti dalla Grande Panda, assegnati da giornalisti e addetti del settore o da giurie popolari di automobilisti. Tra questi vengono citati il premio Auto Europa 2026, assegnato dall’Unione Italiana dei Giornalisti dell’Auto (UIGA), e il Red Dot Award 2025 – Product Design.
Ma quanto vende, davvero? In Italia, nel 2025, la Fiat Grande Panda ha scalato piano piano le classifiche di vendita e anche lo stabilimento dove è prodotta, in Serbia, ha gradualmente superato le difficoltà iniziali - dovendo addirittura arruolare operai italiani in cassa integrazione -, giungendo secondo il Gruppo quasi a regime - anche con l'introduzione della produzione della Citroen C3e - con i tre turni.
In Italia le immatricolazioni hanno raggiunto quasi quota 12.000, frutto di promozioni dedicate che hanno portato il prezzo attorno ai 16mila euro. Ma il pubblico - ecco cosa intendevamo parlando di mercato e dei suoi verdetti - continua a premiare la vecchia Panda, oggi in monoversione hybrid con motore 1.0 di cilindrata a benzina e allestimento Pandina: l'auto più venduta in Italia, con oltre 102.000 immatricolazioni (spinte dal prezzo che in certi momenti, con le promozioni, è sceso fino a 9.900 euro).

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