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Stellantis in Algeria, bufera alla Camera su Elkann (e il ministro): ecco cosa hanno detto VIDEO

Timori di delocalizzazione, anche se il Gruppo smentisce, per l'incontro del 2 febbraio all'Unione Industriali di Torino

Stellantis in Algeria scatena il dibattito alla Camera e mette sotto accusa John Elkann ("Se ne vanno dall'Italia") ma anche il ministro Urso. Nel mirino, l'incontro che il Gruppo - come scritto da noi - avrà il 2 febbraio all'Unione Industriali di Torino con i fornitori locali per illustrare le prospettive di investimenti produttivi in Algeria, dove Stellantis ha uno stabilimento a Tafaroui, vicino a Orano, per produrre veicoli Fiat e, presto, anche Opel.

Alla Camera, nella seduta di ieri giovedì 22 gennaio, è intervenuta per prima Chiara Appendino (M5S), ex sindaca di Torino, che ha usato toni duri: "Stellantis avrà la faccia tosta di svolgere a Torino un evento per convincere i fornitori a delocalizzare in Algeria" ha detto. Chiedendo l'intervento in Aula del ministro Adolfo Urso, "perché stiamo assistendo all'ennesima fuga all'estero di Stellantis, questa volta verso l'Algeria".

Dopo di lei, il torinese Marco Grimaldi (AVS) ha detto che "Mirafiori ha chiuso l’anno al -65% di produzione, 25mila vetture, il peggior record di sempre. Invece non si parla di Mirafiori, ma di Tafaroui, in Algeria. Lo stesso Paese in cui il 2 febbraio Stellantis inviterà anche le imprese dell’indotto torinese a trasferirsi. Una beffa nella beffa. Durante gli anni di questo governo, l’ex Fiat non ha smesso di produrre modelli elettrici, ha solo deciso di farlo all’estero. Gli impianti Stellantis italiani funzionano al 35% della loro capacità e, a parte la 500 elettrica ai Mirafiori e la Compass a Melfi, su Cassino non c’è nulla"

Per Federico Fornaro (PD-IDP) "questo evento organizzato da Stellantis il 2 febbraio a Torino è un segnale che la politica non può permettersi di ignorare. In quell'occasione, all'Unione industriale, quindi in un luogo sacro - tra virgolette - dell'economia piemontese, l'azienda invita tutti i subfornitori, tutto l'indotto ex FIAT, presentandogli sostanzialmente un pacchetto e un caldo invito a delocalizzare dal Piemonte all'Algeria. È un segnale e io credo sia un segnale che dovrebbe preoccupare tutti".

Stellantis, secondo alcune fonti, avrebbe precisato che gli investimenti da 200 milioni e i piani per Tafaroui riguarderebbero solo produzioni destinate al mercato locale, con forniture aggiuntive rispetto a quelle italiane. E che non intende, con quell'evento, favorire il trasferimento di attività dell'indotto dall'Italia all'Algeria.

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