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Automotive
10 Marzo 2026 - 12:40
Dopo lo scandalo che ha colpito i motori 1.2 PureTech, il marchio francese Peugeot prova a voltare pagina. Il gruppo Stellantis ha infatti avviato una revisione della propria strategia sui piccoli propulsori: quelli sviluppati in Francia sono destinati a lasciare progressivamente spazio ai motori della famiglia FireFly progettati in Italia. Dopo mesi di polemiche sui difetti tecnici dei PureTech avviene di fatto il passaggio di testimone dall’ingegneria francese a quella italiana. Ad ammettere le difficoltà è stato lo stesso amministratore delegato di Peugeot, Alain Favey, che ha riconosciuto gli errori commessi nella gestione della vicenda e nella comunicazione con i clienti. In un’intervista al quotidiano Le Parisien, il manager ha spiegato che molti proprietari di auto equipaggiate con questi motori si sono sentiti lasciati soli nel momento in cui sono emersi i difetti. Secondo Favey, l’azienda ha dato l’impressione di voler prendere tempo o di minimizzare la situazione invece di affrontarla con decisione fin dall’inizio.
I propulsori PureTech da 1.2 litri erano stati sviluppati ai tempi del gruppo Psa, prima della fusione con Fca che ha dato vita a Stellantis. Nel corso degli anni, però, numerosi automobilisti hanno segnalato molti problemi, in particolare un consumo anomalo di olio e il deterioramento anticipato della cinghia di distribuzione. La pressione degli utenti ha spinto Stellantis ad attivare all’inizio del 2025 una piattaforma di compensazione per i proprietari che hanno avuto problemi tra il 2022 e il 2024. L’iniziativa prevede rimborsi retroattivi per alcune riparazioni sostenute dai clienti. Parallelamente la vicenda ha assunto anche una dimensione legale presso il tribunale di Versailles, dove è stata presentata una class action contro i motori PureTech.
Secondo Favey la fase più critica sarebbe ormai superata e i problemi non riguarderebbero più i modelli attualmente venduti. Tuttavia la piattaforma di indennizzo avrebbe già raccolto diverse migliaia di richieste. Il dirigente ha inoltre promesso che in futuro l’azienda interverrà più rapidamente quando emergeranno anomalie tecniche, anche ricorrendo a campagne di richiamo tempestive.
Nel frattempo Stellantis sta riorganizzando la propria offerta di motorizzazioni di piccola cilindrata. Entro il 2026 i motori PureTech dovrebbero essere progressivamente sostituiti nelle gamme più diffuse con i propulsori della famiglia FireFly (Gse), sviluppati in Italia e già utilizzati su diversi modelli dei marchi Fiat e Jeep. Queste unità vengono prodotte nello Stabilimento Stellantis di Termoli e comprendono motori tre cilindri da un litro e quattro cilindri da 1,5 litri con potenze che superano i 160 cavalli. I FireFly saranno inoltre progressivamente aggiornati con sistemi mild hybrid a 48 volt per adeguarsi alla futura normativa europea sulle emissioni.
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