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La crisi dell'ex Fiat
23 Gennaio 2026 - 08:50
A Mirafiori tornano le assunzioni e ai cancelli si rivede una fila che mancava da decenni. Nello zaino dei candidati, però, oltre al diploma spuntano condizioni inedite per la fabbrica: niente turno di notte, sabato libero, margini chiari tra lavoro e vita privata. È la nuova grammatica dell’occupazione industriale, proprio mentre Stellantis prova a riaccendere il cuore produttivo di Torino con la Fiat 500 Ibrida.
Per qualcuno, lo scoglio è il contratto in somministrazione di circa dieci mesi, pur con retribuzioni di ingresso che oscillano intorno ai 2.000-2.600 euro lordi mensili a seconda dell’area. Risultato: c’è chi si sfila prima della firma e il secondo turno della 500, previsto a metà marzo, potrebbe slittare di qualche settimana.
Intanto il Piemonte soffre un deficit cronico di profili tecnici: trovare operai specializzati, manutentori in primis, è un’impresa secondo le stime delle Camere di commercio. E il ricambio non è rinviabile: entro il 2029 andrà in pensione circa un terzo della forza lavoro delle Carrozzerie. Le sigle metalmeccaniche avvertono: senza competenze fresche e un reclutamento meno rigido per età, 300-400 ingressi non basteranno a ridare slancio alla fabbrica.
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