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La crisi dell'ex Fiat
23 Gennaio 2026 - 08:50
A Mirafiori tornano le assunzioni e ai cancelli si rivede una fila che mancava da decenni. Nello zaino dei candidati, però, oltre al diploma spuntano condizioni inedite per la fabbrica: niente turno di notte, sabato libero, margini chiari tra lavoro e vita privata. È la nuova grammatica dell’occupazione industriale, proprio mentre Stellantis prova a riaccendere il cuore produttivo di Torino con la Fiat 500 Ibrida.
Dalla promessa di Carlos Tavares alla regia del nuovo ad Antonio Filosa: la stagione della cassa integrazione a singhiozzo si chiude (febbraio dovrebbe essere il mese tanto atteso, dopo oltre 18 anni di ammortizzatori sociali) e parte la selezione di 440 operai per affiancare circa quel migliaio di addetti esperti sulla linea della Fiat 500 Hybrid, evoluzione della versione elettrica che dovrebbe riportare Mirafiori sopra quota 100mila vetture l’anno. L’aria, dentro e fuori i reparti, è quella delle grandi occasioni, ma l’entusiasmo incontra freni imprevisti.
Per qualcuno, lo scoglio è il contratto in somministrazione di circa dieci mesi, pur con retribuzioni di ingresso che oscillano intorno ai 2.000-2.600 euro lordi mensili a seconda dell’area. Risultato: c’è chi si sfila prima della firma e il secondo turno della 500, previsto a metà marzo, potrebbe slittare di qualche settimana.
Intanto il Piemonte soffre un deficit cronico di profili tecnici: trovare operai specializzati, manutentori in primis, è un’impresa secondo le stime delle Camere di commercio. E il ricambio non è rinviabile: entro il 2029 andrà in pensione circa un terzo della forza lavoro delle Carrozzerie. Le sigle metalmeccaniche avvertono: senza competenze fresche e un reclutamento meno rigido per età, 300-400 ingressi non basteranno a ridare slancio alla fabbrica.
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