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La guerra degli Agnelli

Eredità Agnelli: Margherita "tradita" dagli ex avvocati (dopo aver preso 4 miliardi)? La nuova sentenza

Un altro capitolo segreto della lunga battaglia contro John Elkann e quelle rivelazioni nel libro di Gigi Moncalvo

Eredità Agnelli: Margherita accusa gli ex avvocati (dopo aver preso 4 miliardi) e il giudice le dà ragione

Margherita Agnelli tradita dai suoi stessi avvocati? La figlia dell'Avvocato non ha forse usato queste parole, ma ha avuto il sospetto che i suoi legali, nella battaglia per l'eredità Agnelli, avessero "lavorato per la controparte". E che la parcella da 15 milioni di euro fosse stata "pagata" dagli uomini degli Agnelli. Possibile? Uno degli avvocati ha respinto questa insinuazione, facendo causa per diffamazione nei suoi confronti per questa testi contenuta in un libro del collega Gigi Moncalvo. Ma il giudice ha respinto il tutto e il caso viene archiviato. Giudiziariamente, almeno. Però, l'interrogativo resta in sospeso.

Il legale in causa è l'avvocato Emanuele Gamna, che ha assistito Margherita Agnelli - che conosce fin da quando erano ragazzi - nella causa per l'eredità. Nello specifico, la prima fase dello scontro che ora vede la figlia dell'Avvocato contro il suo stesso figlio John Elkann, unitamente ai fratelli Lapo e Margherita. Si tratta di un contendere che porterà al famoso accordo del 2004 con cui Margherita rinunciò al grosso dell'eredità, inteso come possibilità di controllo dell'impero ex Fiat. Margherita ottenne una notevole cifra, che oggi peraltro diventa più sostanziosa: almeno 4 miliardi, scrive il giudice. E ai due avvocati andarono, come parcella, circa 20 milioni di euro. Tempo dopo, però, Margherita ricevette un "bonifico", in quanto secondo Franzo Grande Stevens e Gianluigi Gabetti - esecutori de facto della successione di Gianni Agnelli - erano stati fatti dei calcoli errati al cambio, dunque le spettavano ancora dei soldi. Coincidenza: la stessa cifra da lei pagata come parcella.

Il passaggio è stato ricostruito da Gigi Moncalvo nel libro "Agnelli Coltelli" e il giudice Raffaele Deflorio del Tribunale di Rimini (competente per territorio per via della pubblicazione del libro) scrive nella sua ordinanza: "Gamna sottolineava come alla pagina 12, sempre nella prefazione, Margherita Agnelli, si era lamentata del comportamento dei suoi avvocati che avevano intascato, a titolo di onorario, 25 milioni, facendo capire a parere dello scrivente che la frase insinuava che sia lui che il suo collega svizzero avessero fatto gli interessi della controparte e non della sua cliente. (...) l'autore, riportando le parole di Margherita aveva insinuato che i suoi due legali avessero trovato un accordo transattivo, non solo nel suo interesse e che parte del compenso professionale gli fosse stato pagato dalla controparte".

Margherita, nella nuova fase della battaglia - che ancora è in corso a Torino, fra la causa civile e l'inchiesta penale che vede John Elkann indagato per truffa ai danni dello Stato -, ha sostenuto di essere stata ingannata, ai tempi dell'accordo, e tenuta all'oscuro della reale entità del patrimonio paterno. Fatto sta, che si era sempre detto che la parte spettante a Margherita fosse di circa 1 miliardo e 300 milioni. Ora però il giudice scrive: "Nel libro parrebbe che Margherita Agnelli, a fronte di un'eredità di almeno 4 miliardi percepita, avesse lamentato l'importo della parcella riscossa dai due legali, di 15 milioni di euro, che le avevano fatto sospettare sulla correttezza professionale dei due legali". Quindi Margherita ha percepito 4 miliardi di euro?

In ogni caso, a Margherita l'eventuale "infedele patrocinio" dei legali serviva come leva per impugnare e invalidare l'accordo precedente (cosa poi non avvenuta). Ma la sua manovra ha portato a una inchiesta per presunta estorsione, senza alcun esito, e una condanna per evasione fiscale per Gamna, in quanto quei milioni pagati da Margherita ("un cadeau" aveva detto lei) non avevano alcun giustificativo fiscale, secondo il diritto svizzero. Gamna, in un suo libro, peraltro dice di non aver mai toccato quel denaro.

In ogni caso, l'avvocato torinese ha fatto causa per diffamazione, ma il pm ha chiesto l'archiviazione e adesso il giudice Deflorio ha disposto anche il rigetto dell'opposizione di Gamna, chiudendo la vicenda. Il giudice ritiene "che i passaggi del libro segnalati dal querelante/opponente, siano in ogni caso scriminati dal legittimo diritto di critica, rispetto all'operato di un professionista che ha avuto un ruolo determinante nelle fasi della stipula dell'accordo transattivo e del patto successorio relativi alla successione di Giovanni Agnelli e Marella Caracciolo".

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