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E' cominciata la grande nevicata sulle montagne piemontesi. Sarà l'ultima della stagione?

Nevica abbondantemente anche in provincia di Torino. In pianura attesa in 36 ore la pioggia di tutto il mese di marzo, allarme per possibili nubifragi

Macugnaga (Vb) oggi alle 9.30 in una foto di Mirko Picco per Andrea Vuolo - Meteo in Piemonte

Macugnaga (Vb) oggi alle 9.30 in una foto di Mirko Picco per Andrea Vuolo - Meteo in Piemonte

Nevica sulle montagne del torinese, del cuneese e del verbano. I fiocchi hanno cominciato a cadere con intensità addirittura in anticipo rispetto alle previsioni, già questa mattina intorno alle 8, tanto che sopra i 2mila metri si segnalano accumuli intorno ai 20 centimetri. E dovremmo essere solo all'inizio, visto che la perturbazione potrebbe portare un'ondata di maltempo che proseguirà fino a domani, portando neve in montagna e pioggia in pianura: le prime gocce hanno cominciato a cadere su Torino poco dopo le 10.  

«Sul Piemonte - sottolinea Andrea Vuolo, meteorologo del Tg3 Piemonte - si sta per aprire una fase di marcato maltempo a causa di un’intensa perturbazione atlantica che sarà associata ad un importante afflusso di aria umida e instabile proveniente dai quadranti meridionali, in seno alla discesa di una saccatura atlantica seguita da aria fredda di matrice polare-marittima». Detto in parole più semplici «si tratterà della perturbazione più intensa degli ultimi cinque mesi sulla nostra regione dove, in circa 36 ore, potrà cadere anche più della pioggia mediamente attesa nell’intero mese di marzo» tanto che «sulle aree alpine, prealpine e pedemontane di Canavese, Biellese, Sesia, alto Novarese, Verbano-Cusio-Ossola e Appennino alessandrino, nonché su alte valli Cuneesi tra Marittime e Liguri saranno possibili precipitazioni persistenti associate a nubifragi e locali temporali, con accumuli pluviometrici complessivamente superiori ai 100-150 millimetri, anche con possibili picchi prossimi ai 200 millimetri tra Biellese, Sesia e Verbano».
A quanto pare, l'inverno quest'anno non vuole saperne di andarsene. Dopo mesi ormai insolitamente ricchi di nevicate anche a gennaio e febbraio, marzo si appresta a regalarci «l’episodio nevoso più intenso dell’intera stagione su tutto l’alto Piemonte, segnatamente dal Canavese alle valli del Rosa e dell’Ossola, con accumuli talora molto abbondanti specie sopra i 1.700-2.000 metri di quota, a cui seguiranno anche possibili criticità per la viabilità stradale su alte valli e un conseguente repentino aumento del pericolo valanghe già da sabato sera». Nel dettaglio, sui rilievi più esposti ai flussi meridionali - e dunque al versante padano - sono attesi depositi di neve fresca «fino ad oltre 100-120 centimetri, localmente anche fino a 130-150 centimetri sopra i 2.000-2.500 metri di quota su Biellese, Sesia e valli del Verbano-Cusio-Ossola, altrove depositi tra 40 e 80 centimetri sopra i 1.500-2.000 metri, ma con picchi localmente superiori sopra i 1.800-2.000 metri su alte valli del Monregalese e tra valli di Lanzo, Orco e Soana (o talora inferiori ai 40 sull’estrema alta Val di Susa, in genere più riparata dai flussi umidi e instabili provenienti da Sud). La nevicata risulterà significativa e intensa anche dalle medie valli interne, specie dai 1.000 metri di quota un po’ su tutte le aree alpine piemontesi, abbondante su alte valli del Cuneese (specie sul comparto Marittime/Liguri) e dalle valli di Lanzo e del Canavese verso quelle dell’alto Piemonte, dove gli accumuli potranno anche raggiungere i 20-40 centimetri, in rapido aumento dai 1.300-1.500 metri».
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