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Il caso
16 Marzo 2026 - 22:31
I due grossi carriponte gialli sono ormai diventati parte dello skyline delle due cittadine, Rivoli e Collegno, a cui già nel 2024, dopo la prima picconata che inaugurava la partenza dei lavori (nel 2019) era stato promesso un collegamento metropolitano con Torino.
Ora, due anni di ritardo dopo, è ancora l’insicurezza a regnare sul progetto di prolungamento della Linea 1 verso Cascine Vica, a Rivoli. E la promessa sembra sempre più tradita, con l’orizzonte temporale che si dilata fino al 2030.
Da ieri è scaduto ufficialmente il termine per la presentazione del concordato preventivo (una sorta di piano di rientro per scongiurare il fallimento) da parte della Italiana Costruzioni Infrastrutture Spa (Ici), che si è aggiudicata l’appalto milionario del prolungamento della rete metropolitana ad ovest, fino a Rivoli, ma i cui conti in rosso fanno ancora rimanere col fiato sospeso.
La società, che ha cinquant’anni di operato alle spalle, conterebbe infatti più di 1.169 creditori e un indebitamento complessivo di circa 24 milioni di euro.
Una situazione che grava sul completamento delle strutture portanti delle quattro nuove stazioni che attraversano i Comuni di Collegno e Rivoli: Certosa, Collegno Centro, Villaggio Leumann e Cascine Vica. Lo scenario peggiore, oggi, sarebbe l’indizione di un nuovo bando per potere “ripartire”. «Nuovi progetti a prezzi correnti e l’indizione di nuove gare da finanziare», ha confermato ieri l’assessora alla Mobilità della Città in Sala Rossa, chiamata in causa dal vicecapogruppo di Torino Bellissima Pierlucio Firrao. Anche perché «irrealistico lo scorrimento della graduatoria del contratto d’appalto originario, dato soprattutto il caro materiali», aggiunge.
Neanche la Città di Torino, dunque, riesce a rassicurare i due sindaci di Collegno (Matteo Cavallone) e Rivoli (Alessandro Errigo), che da dicembre scorso chiedono chiedono ossigeno per le proprie strade e le attività commerciali lungo corso Francia, assediate dai cantieri da sette anni.
«Chiediamo priorità alle attività in superficie, per potere restringere almeno il cantiere in superficie», la loro preghiera.
«Sulla metropolitana di Torino non esiste oggi una sola data certa. Tutto si muove nell’incertezza, senza un cronoprogramma chiaro. Non esiste una tempistica definita neppure per interventi che dipendono dal Comune, come le coperture degli accessi alle stazioni. Una situazione surreale per un’infrastruttura fondamentale della città: i torinesi hanno diritto a sapere quando finiranno i disagi e quando sarà finalmente completata la Metro 1», conclude invece Firrao.
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