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Strage di Crans-Montana
13 Febbraio 2026 - 19:15
Si è svolto nei giorni scorsi il nuovo interrogatorio di Jessica e Jacques Moretti, co-proprietari del bar Le Constellation di Crans-Montana, teatro della tragedia della notte di Capodanno costata la vita a 41 persone, in gran parte giovanissimi.
Durante l’audizione davanti alla Procura di Sion, Jessica ha ammesso di non aver mai organizzato prove di evacuazione, spiegando che nessuno glielo aveva mai richiesto. La co-proprietaria ha, inoltre, dichiarato di ignorare come alcuni minorenni fossero entrati nel locale, nonostante le regole impartite ai buttafuori prevedessero l’ingresso solo ai ragazzi di 16 anni accompagnati.
Un altro punto critico riguarda le uscite di sicurezza, spesso chiuse, e la mancanza di formazione sua e dei dipendenti per gestire emergenze. Jessica ha sottolineato che queste lacune non deriverebbero da negligenza personale, ma dal mancato controllo e sollecito da parte delle autorità comunali. Ken Jacquemoud, responsabile della sicurezza del Comune fino al 2024, ha parlato di una “scarsità di risorse” che avrebbe impedito verifiche adeguate.
La dinamica dell’incendio rimane drammatica: Jessica non ha utilizzato gli estintori e si è allontanata dal locale non appena le fiamme si sono propagate, confermando le testimonianze dei sopravvissuti. Jacques, durante l’interrogatorio, ha criticato anche la scarsa visibilità dei cartelli di segnalazione degli estintori, sia nel locale sia negli uffici comunali, affermando che “si staccano appena li tocchi”.
I due co-proprietari hanno scelto di confrontarsi con le famiglie delle vittime, ma gli incontri sono stati vissuti in modo molto diverso: toni calmi e concilianti in alcuni casi, mentre in altri sono emerse parole dure, soprattutto da chi ha perso figli molto giovani.
Gli interrogatori, distribuiti su due giorni consecutivi, non hanno chiarito tutti i punti critici: rimangono aperti dubbi sui sistemi di sicurezza del locale e sulla gestione delle responsabilità tra i Moretti e le istituzioni locali.
La vicenda continua a scuotere profondamente Crans-Montana, con l’intera comunità in attesa di ulteriori sviluppi sull’inchiesta.
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