Momenti di forte tensione a Crans-Montana all’arrivo dei coniugi Jacques Moretti e Jessica Maric per l’interrogatorio davanti ai magistrati che indagano sul rogo di Capodanno, costato la vita a 41 persone.
I due, proprietari del bar Constellation, sono giunti scortati dalla polizia e accompagnati dai loro legali, ma un gruppo di familiari delle vittime – meno di una decina – ha tentato di aggredirli. La situazione è rapidamente degenerata ed è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per evitare conseguenze più gravi.
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Nel corso dell’interrogatorio dell’11 febbraio, davanti ai procuratori e a oltre 50 avvocati delle parti civili, Jacques Moretti ha ribadito la propria posizione: il Constellation era un locale sicuro e, qualora non lo fosse stato, la responsabilità ricadrebbe sulle istituzioni che non avrebbero effettuato i controlli dovuti.
“L’impianto di ventilazione non è mai stato controllato, né dal Comune né dal Cantone”, ha dichiarato, rispondendo ai rilievi sull’eventuale ruolo di un difetto di ricambio d’aria nel locale sotterraneo nell’alimentare le fiamme.
Sul mancato utilizzo dei quattro estintori, che dalle fotografie della polizia scientifica non risultavano segnalati con i cartelli catarifrangenti obbligatori, Moretti ha sostenuto che “tutti pensavano solo alla fuga”. I cartelli, ha spiegato, sarebbero stati fissati con nastro biadesivo ma si sarebbero staccati facilmente.
Quanto ai materiali presenti nel sottosuolo – tra cui la spugna antirumore e la colla utilizzata per fissarla – l’imprenditore ha raccontato di aver impiegato in passato un cannello per scurire il rivestimento in legno in stile chalet alpino, anche in prossimità della schiuma, senza che si verificassero incendi.
Intanto si complica la posizione delle istituzioni locali. Le prime immagini del locale devastato mostrano arredi distrutti e il soffitto crollato, elementi che sollevano interrogativi sui controlli di sicurezza.
Il Comune di Crans-Montana non avrebbe inserito il Constellation tra le priorità ispettive, nonostante una capienza di circa 200 persone e la presenza di un’area completamente interrata. Secondo quanto messo a verbale dal responsabile della sicurezza pubblica, Christophe Balet, non risultavano non conformità aperte.
A incidere sulle verifiche sarebbe stato anche un problema legato al software VS-FIRE, disattivato nel 2023 dal Cantone del Vallese dopo tensioni con il tecnico informatico incaricato.
La Procura di Sion ha nel frattempo acquisito i dati del server di posta elettronica dell’amministrazione comunale, compresa la comunicazione con cui, solo il 6 gennaio, una settimana dopo la tragedia, il Consigliere di Stato competente per la sicurezza aveva sollecitato i Comuni a effettuare con urgenza le visite periodiche nei pubblici esercizi.