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Il fatto
24 Febbraio 2026 - 11:30
Nel giro di pochissimo tempo, tra Bergamo, Caivano (Napoli) e Roma, si sono verificati tre episodi che hanno riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dei minori. Tentativi di rapimento avvenuti in luoghi quotidiani — supermercati e scuole — che, pur conclusi senza esiti tragici, hanno generato un forte allarme sociale.
L’episodio più grave si è verificato a Bergamo, dove una bambina di appena un anno e mezzo è stata avvicinata e aggredita all’uscita di un supermercato. Determinante è stata la reazione immediata della madre, sostenuta dall’intervento di una guardia giurata.
L’uomo intervenuto per bloccare il responsabile ha riportato la frattura del femore, conseguenza che evidenzia la violenza e la concitazione del momento. La diffusione delle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza ha amplificato la risonanza mediatica del fatto.
A Roma, una donna si è presentata all’uscita di una scuola sostenendo di essere la baby sitter incaricata di prelevare una bambina.
La prontezza del personale scolastico ha però evitato il peggio: le insegnanti hanno contattato i genitori per verificare l’identità della donna, scoprendo così l’inganno. Un episodio che dimostra quanto siano fondamentali attenzione, procedure di verifica e collaborazione tra adulti per tutelare i più piccoli.
A Caivano, in provincia di Napoli, un uomo di 45 anni, di origine ghanese e in evidente stato di ebbrezza, ha avvicinato una madre con il figlio piccolo intimandole di consegnargli il bambino con la frase: “Questo non è tuo figlio, dammelo”.
La reazione immediata di un’amica della donna e di altri clienti presenti ha impedito che l’uomo riuscisse nel suo intento. Poco dopo, le forze dell’ordine lo hanno rintracciato nelle vicinanze e arrestato.
Dalle prime ricostruzioni non emergerebbero collegamenti tra i diversi casi, né rapporti precedenti tra gli aggressori e le famiglie coinvolte. Tuttavia, la vicinanza temporale degli episodi ha inevitabilmente alimentato interrogativi e timori.
La diffusione rapida dei video sui social e sui siti di informazione ha contribuito a rendere questi fatti ancora più visibili, aumentando la percezione di insicurezza.
Se da un lato il fatto che tutti i tentativi siano stati sventati rappresenta un elemento rassicurante, dall’altro resta la necessità di mantenere alta la vigilanza, soprattutto nei luoghi pubblici frequentati quotidianamente da famiglie e bambini.
In momenti come questi, risultano fondamentali la prontezza degli adulti, la solidarietà tra cittadini e l’attenzione delle istituzioni per garantire ambienti sempre più sicuri ai più piccoli.
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