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IL FATTO

Allarme rapimenti nelle chat WhatsApp: paura tra Alba e Narzole

Il messaggio scatena il panico davanti alle scuole: "vogliono portare via i bambini"

Truffa su WhatsApp: denunciato un 43enne per frode

Truffa su WhatsApp: denunciato un 43enne per frode

Un messaggio anonimo, un tono allarmistico e il nome del proprio comune inserito ad arte. È bastato questo per scatenare, nella mattinata di lunedì 23 febbraio, una vera ondata di ansia tra le famiglie del Cuneese. La voce, rimbalzata vorticosamente su decine di gruppi WhatsApp, parlava di un presunto tentativo di rapimento di un bambino davanti a una scuola.

Le segnalazioni si sono concentrate tra Alba, Narzole, Cherasco, Novello e Salmour. La notizia però è falsa: si tratta della classica "notizia-camaleonte" che cambia il nome del paese a seconda di dove viene inoltrata per risultare più credibile e colpire dritto al cuore delle paure dei genitori.

A Narzole, la sindaca Paola Sguazzini ha immediatamente interpellato i Carabinieri per verificare la fondatezza dell'allarme. La risposta dell'Arma è stata perentoria: non risultano interventi, né denunce, né segnalazioni reali di episodi del genere in tutto il territorio. Si tratta di una catena virale priva di ogni fondamento, creata al solo scopo di seminare disordine.

Le Forze dell'Ordine e le istituzioni locali rivolgono un appello accorato alla cittadinanza: interrompere immediatamente la catena. Condividere questi messaggi senza verifica non aiuta la sicurezza, ma alimenta solo un clima di inutile terrore.

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