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Il caso
24 Febbraio 2026 - 18:11
Proseguono gli accertamenti sulla morte del piccolo Domenico, il bambino deceduto sabato scorso dopo il trapianto di cuore. Nella giornata di oggi i carabinieri del Nas di Trento si sono recati all’ospedale di Bolzano per acquisire documentazione nell’ambito dell’inchiesta. I militari hanno richiesto l’elenco completo di tutto il personale coinvolto, a ogni livello professionale, nelle fasi di espianto e trasporto dell’organo poi destinato al piccolo. Un passaggio investigativo volto a ricostruire in modo puntuale la catena operativa e le responsabilità lungo l’intera procedura. Al momento, secondo quanto si apprende, non sarebbero stati rilevati profili di responsabilità a carico del personale sanitario bolzanino. Gli accertamenti, tuttavia, sono ancora in corso. Sul fronte legale interviene l’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, che chiede chiarezza dopo la relazione inviata al Ministero della Salute dal Dipartimento Salute della Provincia di Bolzano, nella quale vengono evidenziate alcune criticità nella fase di espianto del cuore destinato al bambino. «A noi che Domenico fosse morto con il cuore danneggiato nel petto era già chiaro - afferma il legale -. Quello che vogliamo sapere adesso è se l’ipotesi riportata dalla relazione di Bolzano e poi smentita, e cioè che il cuore danneggiato sia stato trapiantato ed espiantato, sia frutto di dichiarazioni mendaci fatte dal Monaldi al Centro nazionale trapianti o di una ricostruzione errata dell’azienda bolzanina». Nel mirino della famiglia c’è l’operato dell’Ospedale Monaldi di Napoli, da cui era partito il team incaricato del prelievo dell’organo in Alto Adige. «Dopo le accuse che provengono da Bolzano - prosegue Petruzzi - credo sia arrivato il momento che la Direzione generale del Monaldi prenda posizione e convochi una conferenza stampa per spiegare come sono andate le cose. A parlare sia la direzione generale, non gli indagati, e prenda le distanze dalle gravi accuse». Il riferimento è al documento che, secondo il legale, confermerebbe dubbi già sollevati nei giorni scorsi su possibili problemi durante l’espianto effettuato a Bolzano. «È una settimana che diciamo che ci furono criticità - aggiunge -. A maggior ragione vorremmo chiedere alla dottoressa Farina, cardiochirurgo del team medico inviato dal Monaldi, quanti espianti avesse al suo attivo come primo operatore».
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