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25 Febbraio 2026 - 09:35
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha apposto la sua firma sul nuovo Decreto Sicurezza, approvato dal Consiglio dei Ministri il 5 febbraio scorso, subito dopo gli scontri avvenuti a Torino durante il corteo di Askatasuna. Dopo giorni di attesa, il testo ha ricevuto la bollinatura della Ragioneria Generale dello Stato e ora diventa legge.
Il decreto mantiene gran parte della struttura della bozza iniziale, ma introduce modifiche rilevanti in diversi articoli, tra cui quelli riguardanti la sicurezza urbana, il porto di coltelli, le lesioni a pubblico ufficiale e lo scudo penale.
L’articolo 6 del decreto rifinanzia il fondo per la sicurezza urbana portandolo a 48 milioni di euro, con possibilità di proroga negli anni successivi. La norma consente ai Comuni di impiegare le risorse anche per straordinari o per assunzioni temporanee della polizia locale, superando i limiti di spesa previsti.
L’articolo 1 conferma il divieto di vendita di coltelli ai minori e stabilisce sanzioni amministrative per i genitori in caso di violazioni. Viene però eliminato l’obbligo per i commercianti di registrare le vendite di lame di dimensioni specifiche, semplificando gli adempimenti per gli esercenti, pur mantenendo la stretta sul porto illegittimo di coltelli.
L’articolo 11 modifica il codice penale (articolo 583-quater), estendendo le pene per lesioni a pubblico ufficiale anche a capotreni e personale a bordo dei treni, oltre a dirigenti scolastici, docenti, operatori sanitari e chi svolge attività ausiliarie o di prevenzione nei trasporti pubblici e nelle manifestazioni sportive.
L’articolo 12 conferma il cosiddetto scudo penale, che evita l’iscrizione automatica nel registro degli indagati nei casi di legittima difesa, adempimento di dovere o stato di necessità. Il pubblico ministero può iscrivere la persona solo in specifici casi di incidente probatorio, garantendo il diritto del difensore di assistere agli accertamenti.
Il decreto stabilisce che il fermo preventivo per impedire ai presunti violenti di partecipare a manifestazioni pubbliche scatta solo in presenza di un pericolo attuale per l’ordine e la sicurezza pubblica. La norma prevede che le persone possano essere accompagnate negli uffici di polizia e trattenute massimo 12 ore per accertamenti strettamente necessari.
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