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Il caso

Terremoto in Microsoft: Phil Spencer lascia Xbox, la crisi del colosso americano

Dopo 37 anni Phil Spencer saluta Redmond. La sfida della nuova leadership: ridare un'anima a una piattaforma schiacciata tra i giganti Sony e Nintendo

Terremoto in Microsoft: Phil Spencer lascia Xbox, la crisi del colosso americano

Il mondo del gaming assiste a un cambio della guardia storico: Phil Spencer, figura simbolo di Xbox dal 1988, ha rassegnato le dimissioni. Non si tratta di un addio isolato poiché anche Sarah Bond, attuale presidente del brand, seguirà Spencer fuori dall’azienda. La successione riflette fedelmente le nuove priorità di Microsoft, il timone passa infatti ad Asha Sharma, manager proveniente dalla divisione CoreAI. La scelta di una figura specializzata in intelligenza artificiale piuttosto che in videogiochi segna una rottura netta con il passato della gestione Spencer.

Questa rivoluzione interna scaturisce da un periodo finanziario decisamente opaco per la console nata nel 2001. Gli ultimi dati del 2025 hanno evidenziato criticità allarmanti. Le entrate derivanti dalla vendita di hardware sono crollate del 32% e il fatturato complessivo della divisione ha registrato un -9%.

Sul mercato statunitense, Xbox è stata superata persino da realtà minori come Nex Playground, scivolando al terzo posto globale dietro Sony (45%) e Nintendo (27%), con una quota ferma al 23%.

Per arginare queste perdite, Microsoft aveva già tentato la strada del contenimento dei costi attraverso licenziamenti e l'aumento dei prezzi al consumo, misure che però non hanno invertito la rotta.

La crisi di Xbox non è soltanto un riflesso della competizione esterna ma l'esito di una precisa scelta strategica avviata nel 2014 dal CEO Satya Nadella. Sotto la sua guida, Microsoft ha spostato il baricentro verso il cloud (Azure) e i modelli a sottoscrizione.

In questa visione, la console fisica è diventata un elemento accessorio, un mezzo per distribuire servizi piuttosto che il fine ultimo del business. Come accaduto per Windows, Xbox è stata trasformata nella porta d'accesso al Game Pass.

Lanciato nel 2017, l'Xbox Game Pass avrebbe dovuto rivoluzionare il settore. Per sostenerlo, Microsoft ha finalizzato acquisizioni colossali, culminate con i 68 miliardi di dollari spesi per Activision Blizzard nel 2023. Tuttavia, le ambizioni di Spencer (che puntava a 100 milioni di utenti entro il 2030) si sono scontrate con la realtà. Dopo aver raggiunto i 34 milioni di iscritti nel 2024, la crescita si è fermata.

La nascita di Microsoft Gaming ha ulteriormente diluito la forza del marchio Xbox. La strategia multi-piattaforma ha portato l'azienda a concedere titoli storicamente esclusivi, come Forza Horizon 5 e Age of Empires II, a concorrenti diretti come PlayStation e Switch.

Questa apertura totale ha generato quella che gli analisti definiscono una crisi d'identità. Una campagna pubblicitaria del 2024 ha esplicitato questo paradosso, definendo "Xbox" qualsiasi dispositivo capace di far girare un gioco (PC, smartphone o visore), svuotando di fatto il significato della console domestica.

L'insediamento di Asha Sharma solleva interrogativi legittimi tra gli appassionati. Sharma non è una videogiocatrice nel senso tradizionale del termine e il suo background è profondamente radicato nello sviluppo di algoritmi.

In una recente comunicazione ai dipendenti, la nuova guida ha cercato di rassicurare l'ambiente dichiarando di voler proteggere l'ecosistema da contenuti privi di identità generati massivamente dalle intelligenze artificiali. Ha inoltre mostrato segnali di apertura verso la comunità su X, ammettendo di comprendere il malcontento degli utenti per la carenza di titoli esclusivi.

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