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Il caso
04 Marzo 2026 - 10:00
Stampare la ricevuta del bancomat dopo un prelievo è un’abitudine diffusa. Molti la guardano distrattamente e poi la gettano nel primo cestino. Eppure quel piccolo foglio può trasformarsi in una miniera di informazioni sensibili per chi è in cerca di vittime da colpire.
Negli ultimi anni, anche in Italia, sono emersi casi in cui malintenzionati hanno recuperato scontrini abbandonati vicino agli ATM, sfruttandoli per mettere a segno truffe mirate. Il principio è semplice: più dettagli possiede il truffatore, più sarà credibile nel tentativo di raggiro.
Molti pensano che sullo scontrino compaia solo l’importo del prelievo. In realtà, possono essere riportati anche:
parte del numero di conto
il saldo disponibile
il codice dell’operazione
riferimenti collegati al rapporto bancario
Presi singolarmente possono sembrare dati innocui. Ma combinati con altre informazioni reperibili online o tramite social network, diventano strumenti utili per costruire una truffa su misura.
Una volta entrato in possesso della ricevuta, il criminale può fingere di essere un operatore della banca. La vittima riceve una telefonata con il pretesto di una “verifica urgente” o di un presunto “movimento sospetto” sul conto.
Il fatto che l’interlocutore conosca il saldo o l’ultima operazione effettuata rende tutto più realistico e abbassa le difese della persona contattata.
A questo punto scatta la seconda fase:
richiesta di dati anagrafici completi
domanda sul codice cliente
fino ad arrivare a password, credenziali di home banking o codici dispositivi
L’obiettivo finale è uno solo: ottenere accesso al conto corrente e svuotarlo nel minor tempo possibile.
La truffa dello scontrino rientra nelle strategie di phishing e ingegneria sociale, tecniche che fanno leva su:
paura
senso di urgenza
fiducia nell’autorità (la banca)
Quando la comunicazione sembra supportata da dati reali, la probabilità che la vittima collabori aumenta sensibilmente.
Evitare il rischio è più semplice di quanto sembri. Alcune buone pratiche possono fare la differenza:
Saldo e movimenti possono essere consultati:
direttamente sul display dello sportello
tramite l’app ufficiale della banca
Ridurre le tracce cartacee significa limitare le possibilità di abuso.
Se si decide di stamparlo, è fondamentale:
conservarlo con attenzione
oppure strapparlo accuratamente prima di gettarlo
Nessuna banca chiede per telefono o via mail:
password
PIN
codici OTP
credenziali complete di accesso
In caso di dubbio, la scelta più sicura è interrompere la chiamata e contattare direttamente l’istituto tramite i canali ufficiali.
Uno scontrino lasciato nel posto sbagliato può diventare l’inizio di un furto di identità o di una frode bancaria. Prestare attenzione a questi dettagli, apparentemente insignificanti, è oggi parte integrante della propria sicurezza digitale.
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