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Salute e prevenzione
04 Marzo 2026 - 16:00
Il tumore al seno rimane una delle principali minacce alla salute delle donne a livello globale. Secondo uno studio internazionale pubblicato su The Lancet Oncology, i prossimi decenni vedranno un aumento significativo dei casi: circa 30% in più, pari a un milione di nuovi casi, e un quasi raddoppio dei decessi globali. Tuttavia, l’impatto sarà differente tra Paesi ad alto reddito e Paesi a basso reddito, con la mortalità destinata a diminuire nei primi grazie a screening, diagnosi precoce e terapie avanzate, mentre nei secondi aumenteranno sia i casi che i decessi.
La ricerca si è basata su dati dei registri tumori, interviste a familiari e sistemi di registrazione sanitaria in 204 Paesi e territori tra il 1990 e il 2023, con proiezioni fino al 2050. Grazie a questo approccio, gli esperti hanno ricostruito l’andamento globale e regionale del carico della malattia.
Secondo il Global Burden of Disease Study Breast Cancer, i nuovi casi annuali passeranno dai 2,3 milioni del 2023 a oltre 3,5 milioni entro il 2050. La mortalità crescerà del 44%, arrivando a circa 1,4 milioni di decessi, con impatto maggiore nei Paesi con risorse limitate.
Nonostante i progressi nella terapia oncologica, il cancro al seno rimane la prima causa di malattie oncologiche e morte prematura tra le donne. Nel 2023, la malattia ha causato circa 24 milioni di anni di vita sana persi a livello globale.
Il cancro al seno è il tumore più comune tra le donne: quasi 1 caso su 4 diagnosticati nel 2023 era al seno. Tuttavia, nei Paesi ad alto reddito, i nuovi casi si sono mantenuti stabili e la mortalità è diminuita di quasi 40%, grazie a screening efficaci e terapie avanzate. Nei Paesi a basso reddito, invece, l’incidenza e la mortalità sono raddoppiate, con il 73% dei casi concentrati in Paesi a medio-alto reddito e il 39% dei decessi nei Paesi a basso e medio reddito.
Preoccupa anche la crescita dei casi tra le donne under 55, aumentati del 29% dal 1990, segnale dell’importanza di diagnosi precoce e prevenzione mirata anche tra le giovani.
Gli esperti indicano sei fattori di rischio modificabili principali:
Alto consumo di carne rossa (11% degli anni di vita sana persi)
Fumo attivo e passivo (8%)
Glicemia elevata (6%)
Indice di massa corporea (BMI) elevato (4%)
Consumo eccessivo di alcol (2%)
Scarsa attività fisica (2%)
Adottare uno stile di vita sano — dieta equilibrata, attività fisica regolare, peso nella norma e niente fumo — potrebbe ridurre di oltre un 25% gli anni di vita persa a causa della malattia.
Negli ultimi decenni si sono registrati miglioramenti nell’incidenza legata a alcol e tabacco, rispettivamente -47% e -28%, mentre altri fattori di rischio non hanno mostrato riduzioni significative.
Kayleigh Bhangdia, autrice principale dello studio dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (IHME) dell’University of Washington, sottolinea:
“Il cancro al seno continua a pesare sulla vita delle donne e sulle comunità. Nei Paesi ad alto reddito i benefici derivano da screening e trattamenti tempestivi, ma nei Paesi a basso e medio reddito le diagnosi tardive e l’accesso limitato alle cure aumentano la mortalità, rischiando di annullare i progressi nella salute femminile”.
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