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Il caso

La morte del custode dei Lavazza «Mio fratello non si è ammazzato»

L’indagine dei carabinieri e del pm Mario Bendoni: c’è l’ipotesi di un infortunio sul lavoro

La morte del custode dei Lavazza «Mio fratello non si è ammazzato»

Ronald Adarlo

«Indossava casco e imbragatura, non può essersi suicidato» si sfoga al telegiornale la sorella di Ronald Adarlo, 49 anni, filippino, morto intorno alle 17.30 dopo essere precipitato da un balcone mentre lavorava nella casa di Marco Lavazza. Ma, da cosa risulta agli inquirenti, il caschetto era vicino al corpo, e non risulta Adarlo fosse imbragato. L’uomo da anni svolgeva le mansioni di custode e giardiniere nella villa di via Alby, affacciata sulla città e circondata dal verde.

Sul posto sono intervenuti immediatamente i soccorritori del 118, ma per Adarlo non c’è stato nulla da fare. Subito dopo sono arrivati i carabinieri del Nucleo Radiomobile e gli investigatori della Procura di Torino, con il pm Mario Bendoni che coordina le indagini. Il fascicolo, al momento, non ha ipotesi di reato. Sono stati acquisiti dagli inquirenti i tabulati telefonici e le immagini delle videocamere di villa Lavazza.


Gli accertamenti sono proseguiti fino a tarda sera: rilievi, sopralluoghi e la raccolta di elementi che possano chiarire la dinamica della caduta. Al momento, secondo quanto filtrato dagli investigatori, l’ipotesi più accreditata resta quella di un incidente sul lavoro.
Adarlo indossava un caschetto e stava eseguendo lavori di manutenzione e cura del giardino quando, per cause ancora da chiarire, è precipitato nel cortile interno della villa. Non è però esclusa formalmente nessun’altra possibilità: la Procura attende anche il materiale delle telecamere di sorveglianza installate nella proprietà, che potrebbero fornire dettagli decisivi sui minuti precedenti alla caduta.
In serata è arrivato anche il cordoglio della famiglia Lavazza. «Marco Lavazza e la sua famiglia esprimono il loro profondo dolore e sgomento per la tragica fatalità che ha causato la scomparsa del signor Ronald Adarlo, una persona a noi molto cara e parte della famiglia da tanti anni», si legge nella nota diffusa ieri. «Assicuriamo piena collaborazione per chiarire le circostanze di quanto accaduto e siamo vicini a tutti i suoi familiari in questo momento di grande sofferenza». I parenti di Adarlo hanno raggiunto la villa nella serata di sabato. «Non sappiamo ancora nulla, speriamo che dalle telecamere si capisca cosa sia successo», hanno dichiarato prima di lasciare la collina.

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