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Giallo di Garlasco, "le ferite sulle palpebre di Chiara erano un'esecuzione", tutte le nuove tesi sull'omicidio

L'avvocato Lovati parla di un'esecuzione: «Ferita sulle palpebre perché non doveva guardare». Intanto è giallo su un atto della famiglia Cappa

Giallo di Garlasco, "le ferite sulle palpebre di Chiara erano un esecuzione", tutte le nuove tesi sull'omicidio

Il caso dell'omicidio di Chiara Poggi torna a scuotere l'opinione pubblica con nuovi colpi di scena che coinvolgono le gemelle Cappa e la posizione di Andrea Sempio. La mattinata di oggi, lunedì 9 marzo 2026, si è aperta con un giallo nel giallo: durante la trasmissione Ore 14, è stata lanciata l'indiscrezione di un presunto esposto della famiglia Cappa per depistaggio e inquinamento delle indagini. La notizia, tuttavia, ha ricevuto una smentita immediata da parte dell'ex generale dei carabinieri Luciano Garofano, che ha escluso l'esistenza dell'atto citando fonti certe.

A rimescolare le carte è l'avvocato Massimo Lovati, ex legale di Sempio, che propone una lettura inquietante del delitto. Lovati insiste nel definire l'omicidio di Chiara Poggi come un'esecuzione da parte di un'organizzazione criminale, decisa a mettere a tacere la ragazza con l'ingaggio di un sicario. Secondo il legale, ciò sarebbe dimostrato dalle lesioni sulle palpebre della vittima: «Tu non dovevi guardare, per questo ti ferisco sulle palpebre», ha dichiarato Lovati, sottolineando un dettaglio che gli inquirenti avrebbero sempre ignorato.

Nel frattempo, Andrea Sempio ha cercato di fare chiarezza sui suoi movimenti il giorno del crimine. L'indagato ha ricostruito lo scambio di messaggi e squilli con gli amici, definendolo in linea con le abitudini dell'epoca, e ha fornito nuovi dettagli sulla sua mattinata. Dopo aver trovato chiusa la libreria di Vigevano, si sarebbe recato a casa della nonna a Garlasco per circa mezz'ora, prima di rientrare dai genitori per il pranzo.

Proprio la testimonianza della nonna sembrerebbe confermare questa versione: la donna avrebbe dichiarato ai carabinieri e alla polizia municipale che il nipote passò a salutarla ma rifiutò l'invito a fermarsi a mangiare, come sua abitudine. Mentre la difesa cerca di blindare l'alibi di Sempio, l'attenzione resta alta sulle prossime mosse della procura, chiamata a districare una vicenda che dopo anni continua a presentare zone d'ombra.

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