Cerca

Il caso

Femministe contro il Ddl Bongiorno «Basta vittimizzazione secondaria»

Oltre ogni ideologia resta una domanda: senza dibattimento come si prova uno stupro?

Femministe contro il Ddl Buongiorno «Basta vittimizzazione secondaria»

Un presidio in piazza a Torino ha raccolto oggi le proteste delle femministe di Non una di meno, contrarie al Ddl Bongiorno, la proposta di legge che modifica la normativa vigente sulla violenza sessuale.
Per le attiviste, le conseguenze della riforma sarebbero «molto gravi nei contesti familiari e coniugali, per giovani e giovanissime che con le loro denunce contribuiscono all’aumento dei casi, nei contesti lavorativi e in condizioni di ricattabilità, e nei tribunali, dove chi denuncia è già esposta a vittimizzazione secondaria».

La domanda provata a porre, senza schierarsi né voler provocare, un interrogativo dal carattere puramente tecnico e giuridico - domanda alla quale non c’è stata una vera risposta - è sulla difficoltà di provare l’avvenuto reato nei processi. Qualsiasi procedimento, tranne il rito abbreviato, prevede una fase dibattimentale durante la quale l’onere della prova grava su chi denuncia. La maggior parte dei rapporti sessuali avviene tra due persone in contesti privati, senza testimoni o filmati, rendendo difficile dimostrare quanto avvenuto senza dover essere ascoltate in aula. «In Spagna la prospettiva è cambiata: senza consenso, è sempre violenza. Ci vuole una rivoluzione di pensiero», ha spiegato Alice Ravinale, presidente di Alleanza Verdi e Sinistra in Consiglio regionale. «Si rende giuridicamente valido il consenso, mentre oggi è la donna che deve dimostrare». Ravinale ha posto l’accento sulla necessità di contrastare la cosiddetta vittimizzazione secondaria. Con lei si è schierata la collega Valentina Cera, consigliera Avs in Regione: «Il Ddl Bongiorno stuprerebbe il concetto di consenso in un Paese dove ogni tre giorni muore una donna. Non ci servono leggi che creano ulteriori forme di vittimizzazione. In un momento di intimità, dove il consenso dovrebbe essere sempre libero e attuale, come si dimostra quanto accaduto? «Occorre intervenire sulla cultura: i ragazzi devono imparare a rispettare un rifiuto e le ragazze autodeterminate, sapendo di poter dire “no” senza conseguenze violente» replica Cera. Presente anche Alessandro Azzolina, assessore alle Pari Opportunità di Nichelino. «È fondamentale far emergere quelle nove donne su dieci che scelgono di non denunciare», ha detto. «Come uomini dobbiamo ascoltare e comprendere le necessità della società. Il Ddl Bongiorno? Un tentativo culturale di spostare l’attenzione dalla vittima al carnefice».
Nel frattempo in Sala Rossa, in serata, è arrivata anche l’approvazione dell’odg della capogruppo SE Sara Diena contro il Ddl: «Un testo che omette di riconoscere lo shock, il silenzio o la dissociazione è un invito ad arrendersi alle violenza», motiva, in un’Aula in cui, 5Stelle a parte, l’opposizione tace.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Logo Federazione Italiana Liberi Editori L'associazione aderisce all'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria - IAP vincolando tutti i suoi Associati al rispetto del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale e delle decisioni del Giurì e de Comitato di Controllo.