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IL REPORTAGE
11 Marzo 2026 - 06:55
Fare benzina costa sempre di più, e non è solo una sensazione. A circa una settimana dall’inizio del grande conflitto in Medio Oriente, il rialzo del petrolio ha fatto schizzare alle stelle i prezzi dei carburanti ai distributori. I prezzi medi al litro (self) hanno raggiunto in autostrada 1,886 euro per la benzina e 2,066 il gasolio. E fare il pieno sembra sempre più “una cosa da ricchi”.
Ecco cosa ne pensano i torinesi:
«L’aumento è sotto gli occhi di tutti - sottolinea Silvano, commerciante di Torino - I lavoratori faticano: le spese aumentano e bisogna fare i conti per la fine del mese».
Una situazione nota a Matteo, 21 anni, barista neopatentato: «Quando ho preso la patente, non troppo tempo fa - racconta - con circa 40 euro facevo praticamente il pieno o poco meno. Oggi la stessa cifra non mi ha riempito nemmeno metà serbatoio».
Il paradosso? «Ho appena iniziato a lavorare, l’auto mi serve per recarmi lì e lo stipendio lo spendo per la benzina». Annalisa, futura agronoma di 23 anni, confessa: «Da studente fuori sede, devo fare il pieno quasi una volta a settimana per poter fare avanti e indietro da casa (in provincia di Cuneo) all’Università (a Grugliasco). Ammetto che - dice la giovane studentessa - non avessi l’aiuto economico dei miei genitori non ce la farei da sola». Il signor Antonio, 82 anni, non può «rinunciare alla macchina, mi serve per accompagnare mia moglie in ospedale. La pensione è quello che è, dobbiamo arrangiarci in qualche modo». Limitare l’uso della macchina per molti torinesi fa insorgere un’altra lamentela: «Usare il pullman? Certo, se passa», ironizza Antonio.
C’è anche però chi la prende - per quanto possibile - con “più filosofia” e uno sguardo green: «Fare il pieno è da ricchi. Forse conviene usare i mezzi, anzi, la bicicletta che fa bene alla salute», dice Andrea. Nella vita organizza viaggi, e, oltre al rincaro della benzina, la situazione geopolitica lo preoccupa anche da questo punto di vista.
E se l’aumento dei prezzi inizia a pesare sulle spalle (e tasche) dei consumatori, anche i benzinai sono preoccupati per la situazione.
«In 43 anni di lavoro - racconta Giuseppe - ci sono stati diversi momenti difficili, ma adesso questa guerra è davvero preoccupante. Il gasolio ha superato i 2 euro al litro!». Il pensiero del gestore è che «se si continua così si rischia di aggravare una crisi già avviata».
Guardando “meno al futuro” e più al presente, dal punto di vista dei distributori, come spiega Giuseppe, con questi «prezzi insostenibili, i cittadini ci fanno molto più caso ai numeretti e, essendo diversi servizi con costi differenti, anche ogni millesimo determina la scelta del consumatore». Insomma si è aperta una vera e propria caccia all’offerta migliore.
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