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Il caso

Anarchici, 12 condanne chieste per i "pro-Cospito" che devastarono il centro città

Sono le richieste avanzate dal sostituto procuratore di Torino Paolo Scafi. I fatti del 4 marzo 2023

Anarchici, 12 condanne chieste per i "pro-Cospito" che devastarono il centro città

Dodici condanne, con pene che vanno da cinque anni e sei mesi fino a dodici anni, undici mesi e quindici giorni. Sono le richieste avanzate dal sostituto procuratore di Torino Paolo Scafi nel processo con rito ordinario a carico di alcuni anarchici coinvolti nella manifestazione del 4 marzo 2023.


Quel giorno, nel capoluogo piemontese, il corteo organizzato in solidarietà a Alfredo Cospito - detenuto al 41 bis - si era trasformato in una giornata di tensione. In strada circa un migliaio di persone: bombe carta e oggetti lanciati contro le forze dell’ordine, poi, con il calare della sera, i danneggiamenti diffusi. Vetrine infrante, arredi urbani distrutti, auto e monumenti imbrattati. Il conto dei danni, secondo le prime stime, ammonta a centinaia di migliaia di euro. Nei giorni successivi, il sindaco Stefano Lo Russo aveva incontrato i commercianti colpiti dagli atti vandalici. Racconti di sorpresa e rabbia, di fronte a una violenza ritenuta immotivata. Durante la manifestazione, le forze dell’ordine avevano anche sequestrato materiale riconducibile alla guerriglia urbana: caschi, cesoie, scudi artigianali.


L’indagine, condotta dalla Digos anche attraverso l’analisi delle immagini delle telecamere, ha portato all’identificazione di alcuni presunti responsabili. Gli imputati sono assistiti, tra gli altri, dagli avvocati Benedetta Perego, Claudio Novaro ed Elisabetta Montanari. La procura contesta, fra i reati principali, la devastazione. Un’accusa che la difesa respinge, sostenendone l’insussistenza. Le arringhe proseguiranno nella prossima udienza.
Intanto, la vicenda giudiziaria legata alla mobilitazione pro-Cospito si allarga anche a Bologna. Sei attivisti sono a processo per fatti avvenuti tra maggio e dicembre 2022: dal danneggiamento dei ripetitori di Monte Capra, nel territorio di Sasso Marconi, al blitz durante una funzione religiosa nella chiesa del Sacro Cuore di via Matteotti, fino all’azione dimostrativa con l’occupazione di una gru in piazza della Mercanzia.
Davanti al tribunale bolognese, alcune decine di attivisti hanno organizzato un presidio in sostegno degli imputati, esponendo striscioni contro il 41 bis e a favore della liberazione di Cospito. In aula, gli stessi attivisti hanno rivendicato la loro posizione: nessuna intenzione di chiedere scusa, ma solidarietà dichiarata verso le iniziative portate avanti durante lo sciopero della fame dell’anarchico. Sarà la giudice Nicolina Polifroni a decidere, nella prossima udienza fissata per l’8 aprile, se ammettere la testimonianza dello stesso Cospito, attualmente detenuto nel carcere di Sassari.

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