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Salute e prevenzione

Allergie nei bambini in forte aumento: il clima cambia le stagioni e peggiora i sintomi

Pollini sempre più precoci e persistenti: milioni di minori colpiti e diagnosi più complesse a causa del cambiamento climatico

Allergie nei bambini in forte aumento: il clima cambia le stagioni e peggiora i sintomi

Le allergie ai pollini stanno diventando sempre più diffuse tra i bambini in Italia, con numeri in costante aumento negli ultimi anni. Le stime parlano di circa 1,2–2,7 milioni di minori colpiti, su una popolazione infantile di circa 7 milioni. Anche tra gli adolescenti la situazione è rilevante: quasi il 40% risulta sensibile ad almeno un allergene presente nell’aria, mentre circa il 18% soffre di rinocongiuntivite allergica.

Sempre più diagnosi e terapie

Gli ambulatori specialistici registrano ogni anno circa 5.800 nuovi casi di pollinosi. Di questi, una piccola parte (circa 370 bambini) inizia un percorso di immunoterapia specifica, mentre la maggioranza viene seguita con altre cure e monitoraggio pediatrico.

Complessivamente, si osserva un forte incremento rispetto al passato: pochi anni fa i pazienti erano circa la metà. Dopo un rallentamento durante la pandemia, le diagnosi hanno ripreso a crescere rapidamente, accompagnate da stagioni polliniche sempre più intense.

Il legame con il cambiamento climatico

Secondo gli specialisti, una delle principali cause di questo aumento è il cambiamento climatico. L’innalzamento delle temperature sta modificando il comportamento delle piante, con effetti diretti sulla salute:

  • le pollinazioni iniziano prima (anche già a gennaio)

  • le stagioni allergiche durano più a lungo

  • i periodi senza sintomi si riducono drasticamente

Questo significa che i bambini allergici manifestano disturbi più precoci e prolungati nel corso dell’anno.

Stagioni meno definite e più difficili da gestire

In passato, le allergie erano concentrate soprattutto in primavera. Oggi, invece, le stagioni sono meno distinguibili e spesso si sovrappongono. Alcune piante, come le graminacee, possono addirittura avere una seconda fioritura a fine estate.

Questa situazione rende più complessa sia la diagnosi sia l’individuazione dell’allergene responsabile, soprattutto nei bambini sensibili a più pollini contemporaneamente.

Diagnosi più avanzate

Proprio per affrontare questa complessità, si stanno diffondendo strumenti diagnostici più evoluti, come le analisi molecolari, che permettono di identificare con precisione le singole componenti allergeniche.

Un fenomeno in espansione

Il quadro generale mostra chiaramente che le allergie pediatriche sono un fenomeno in crescita, influenzato da fattori ambientali e climatici. La combinazione tra stagioni più lunghe, aumento delle temperature e maggiore esposizione ai pollini sta cambiando il modo in cui queste patologie vengono osservate, diagnosticate e trattate.

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