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IL CASO
20 Marzo 2026 - 10:50
Un errore tecnico-normativo ha trasformato il cedolino di marzo 2025 in un rompicapo per circa 15.000 pensionati italiani. L'INPS ha applicato erroneamente la detrazione prevista dalla Legge 207 del 2024 (riservata esclusivamente ai lavoratori dipendenti attivi) ad alcuni trattamenti pensionistici, accreditando per sbaglio cifre superiori al dovuto, con eccessi medi di circa mille euro a persona.
L'anomalia ha colpito chi percepisce un reddito annuo tra i 20.000 e i 40.000 euro. In molti casi, l'assegno di marzo è risultato gonfiato di oltre il 50% rispetto all'importo abituale, un segnale che molti pensionati hanno già segnalato spontaneamente.
L'INPS ha già avviato le procedure di recupero che partiranno da aprile 2025. Per non destabilizzare i bilanci familiari, la restituzione avverrà tramite una rateizzazione progressiva.
Casi critici: Per circa un centinaio di pensionati che hanno già speso la somma e si trovano in difficoltà, le sedi territoriali (incluse quelle di Torino e provincia) sono state istruite a definire piani di rientro personalizzati e sostenibili.
Comunicazioni: I dettagli su importi e scadenze arriveranno tramite l'area personale MyINPS o via posta.
I pensionati coinvolti devono verificare il cedolino di marzo sul portale dell'Istituto: la voce "incriminata" è quella relativa alla detrazione Legge 207/2024. Se presente, il recupero è certo. Chi non ha ancora ricevuto notifiche può rivolgersi ai patronati locali della o al Contact Center INPS per regolarizzare la posizione senza attendere solleciti.
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