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"Per scegliere cosa votare ho letto i giornali e interrogato ChatGpt"

Una chiacchierata fuori dai seggi con madre e figlia "Bisognava arrivare più che preparati, ecco perchè"

"Per scegliere cosa votare ho letto i giornali e interrogato ChatGpt"

Monica e Vittoria

Tra il via vai dalle aule scolastiche adibite a seggi, una chiacchierata veloce in corridoio, Vittoria e Monica raccontano la loro domenica elettorale. Vittoria, 21 anni, studentessa e barista, è al suo terzo voto e affronta la giornata con timidezza e attenzione: «La politicizzazione del referendum ha confuso», confida. Per orientarsi ha scelto di leggere giornali, interrogare ChatGPT e confrontarsi con la famiglia: «Volevo davvero capire, senza fermarmi alla propaganda». La sera prima, la vita quotidiana ha preso il sopravvento: «Onestamente ero stanca dal lavoro e ho lasciato perdere l’idea di uscire a ballare», racconta con un sorriso. Al seggio arriva con la madre Monica, 52 anni, solare e decisa, che sottolinea l’importanza di arrivare preparati: «Bisognava sapere già cosa fare, perché la scheda rimanda a leggi e numeri, non è semplice per tutti, soprattutto per gli anziani». Il discorso cade anche sull’informazione. Piaccia o meno, i social hanno preso piede nella nostra vita quotidiana. Ci influenzano, ci suggeriscono tendenze e approfondimenti, ci "parlano". Monica sottolinea le difficoltà di questi mezzi: «Instagram per capire cosa votare? Affidabile al 50 per cento. C’è stato molto proselitismo da entrambe le parti». E sui media tradizionali: «Ho seguito telegiornali e talk, ma spesso sono di parte. Nessuno ha spiegato davvero la legge senza orientarsi verso un lato o l’altro». Una difficoltà che, secondo lei, pesa soprattutto su chi arriva al voto con meno strumenti: «Bisognava arrivare qui già preparati, sapere se crocettare un sì o un no. La dicitura sulla scheda rimanda a leggi e numeri, non è facile per tutti, soprattutto per gli anziani».

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