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24 Marzo 2026 - 07:35
Oggi, 24 marzo, si celebra il centenario della nascita di Dario Fo, figura centrale della cultura italiana del Novecento. Tuttavia, invece di essere solo un momento di memoria condivisa, l’anniversario è accompagnato da una polemica tra la famiglia dell’artista e il Comune di Milano sulle modalità delle celebrazioni.
L’amministrazione comunale ha annunciato una serie di eventi per ricordare il premio Nobel. Tra questi, la posa di una targa commemorativa prevista nei prossimi giorni in Corso di Porta Romana, presso la casa in cui Fo visse insieme alla moglie Franca Rame.
Oltre a questo gesto simbolico, il Comune ha dichiarato di aver organizzato altre iniziative, tra cui:
una serata dedicata al Piccolo Teatro di Milano
la riapertura della Palazzina Liberty, spazio storico intitolato proprio a Fo e Rame
Secondo l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi, queste attività rappresentano un omaggio articolato e non limitato a un solo evento simbolico.
Di diverso avviso è Mattea Fo, nipote dell’artista e presidente della Fondazione Dario Fo e Franca Rame. In una presa di posizione pubblica, ha sottolineato come le iniziative previste siano insufficienti rispetto all’importanza della figura di Fo.
Secondo Mattea Fo:
una semplice targa non basta a ricordare un artista di tale rilievo
la Fondazione non è stata adeguatamente coinvolta nell’organizzazione
il Comune avrebbe potuto fare di più per valorizzare l’eredità culturale
Pur evitando toni aggressivi, la critica è netta: manca una visione più ampia e condivisa delle celebrazioni.
Nel suo intervento, Mattea Fo ha ricordato il profondo legame tra l’artista e la città di Milano.
Dario Fo e Franca Rame non solo hanno contribuito alla scena teatrale internazionale, ma hanno anche incarnato un forte impegno civile e politico, spesso pagato personalmente.
Entrambi sono oggi sepolti al Famedio, luogo che raccoglie i cittadini illustri milanesi, e Fo è stato insignito della medaglia d’oro di civica benemerenza.
Il Comune ha risposto alle critiche ribadendo che le celebrazioni non si esauriscono nella targa. Sacchi ha parlato di un programma più ampio, ancora in fase di sviluppo, e ha espresso disponibilità al dialogo con la famiglia.
Tra i punti sottolineati:
la targa come segno simbolico importante
la riapertura della Palazzina Liberty come progetto centrale
l’intenzione di collaborare con la Fondazione in futuro
Nonostante le spiegazioni, Mattea Fo ha ribadito che la Fondazione non è stata informata né coinvolta nelle iniziative annunciate. Ha comunque espresso apertura al confronto, auspicando una maggiore collaborazione per valorizzare al meglio l’eredità artistica e civile di Fo e Rame.
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