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24 Marzo 2026 - 11:35
Il Ministero della Giustizia ha pubblicato tre distinti bandi di concorso destinati a trasformare in contratti a tempo indeterminato migliaia di lavoratori già impiegati con contratti a termine nell’ambito dei progetti legati al Pnrr. In totale sono disponibili 9.119 posti, con candidature aperte fino al 15 aprile 2026.
Si tratta di una procedura riservata, rivolta esclusivamente a personale già in servizio, e finalizzata alla stabilizzazione delle risorse umane impiegate negli uffici giudiziari.
Le posizioni messe a disposizione sono suddivise in tre principali profili:
Addetti all’Ufficio per il processo (A.U.P.P.): circa 6.919 posti
Queste figure supportano l’attività dei magistrati, occupandosi di analisi dei fascicoli, preparazione di documenti, gestione delle scadenze e attività legate alla digitalizzazione dei procedimenti.
Tecnici di amministrazione: circa 712 posti
Si tratta di profili con competenze gestionali e organizzative, impegnati nella redazione di atti complessi, nel coordinamento delle attività interne e nel supporto ai progetti amministrativi.
Operatori di data entry: circa 1.488 posti
Il loro lavoro riguarda principalmente l’inserimento e la gestione dei dati nei sistemi informatici, oltre al supporto alle cancellerie nella gestione documentale.
Al termine della procedura, i candidati saranno inquadrati rispettivamente nelle aree dei Funzionari giudiziari, Funzionari amministrativi o Operatori giudiziari, a seconda del profilo.
La selezione non è aperta al pubblico generale. Possono candidarsi solo coloro che:
sono stati assunti tramite procedura Ripam;
sono attualmente in servizio con contratto a tempo determinato nello stesso profilo;
hanno un contratto attivo con scadenza al 30 giugno 2026 (anche prorogato);
non risultano sospesi dal servizio;
non hanno ricevuto sanzioni disciplinari gravi negli ultimi due anni;
non presentano condanne penali incompatibili con l’impiego pubblico.
Un elemento fondamentale è il requisito dei 12 mesi continuativi di servizio, che deve essere maturato entro il 30 giugno 2026. In caso contrario, anche chi supera la selezione non potrà essere stabilizzato.
La candidatura deve essere inviata esclusivamente online tramite i portali ufficiali:
inpa.gov.it
proveconcorsi.giustizia.it
Per accedere è necessario disporre di:
identità digitale (SPID, CIE o CNS);
una PEC personale intestata al candidato.
La domanda deve essere trasmessa entro le ore 23:59 del 15 aprile 2026. Al termine della procedura viene rilasciata una ricevuta in formato PDF con un codice identificativo. È possibile modificare la domanda più volte, ma sarà considerata valida solo l’ultima versione inviata.
La procedura selettiva prevede una prova scritta informatizzata, composta da 30 quesiti situazionali. Non è prevista una prova orale.
I test sono progettati per valutare:
capacità di problem solving;
competenze organizzative;
conoscenze sull’ordinamento del Ministero della Giustizia;
abilità digitali;
competenze trasversali legate al ruolo.
Una banca dati ufficiale dei quesiti sarà resa disponibile almeno 20 giorni prima della prova.
In alcuni casi, se il numero di candidati sarà pari o inferiore ai posti disponibili, la selezione potrà avvenire esclusivamente sulla base dei titoli e dell’anzianità di servizio, senza svolgimento della prova scritta.
Il punteggio finale sarà determinato da tre componenti:
risultato della prova scritta;
valutazione dei titoli di studio;
esperienza lavorativa maturata.
Ogni elemento può contribuire fino a un massimo di 30 punti, per un totale complessivo di 90 punti. Non è prevista una soglia minima di idoneità: ogni punto acquisito inciderà sulla posizione in graduatoria finale.
Il concorso rappresenta un passaggio rilevante per la stabilizzazione di migliaia di lavoratori già impiegati negli uffici giudiziari. L’iniziativa punta a rafforzare l’organico del sistema giustizia, consolidando competenze già acquisite e garantendo continuità operativa alle strutture coinvolte.
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