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Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali
24 Marzo 2026 - 12:57
Gli italiani e il sesso: le confessioni al Censis tra la prima volta, i rapporti a tre e la pornografia
Come è cambiata la sessualità degli italiani? Ce lo dice il rapporto «Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali» realizzato dal Censis sugli italiani tra i 18 e i 60 anni: uno straordinario affresco del ruolo e del significato sociale della sessualità e delle trasformazioni intervenute a 25 anni di distanza dall’ultima grande ricerca sui comportamenti sessuali degli italiani.
E' vero che le giovani generazioni si approcciano al sesso prima? Solo a metà. Se nel 2000 aveva avuto il primo rapporto sessuale prima dei 18 anni il 46,7% dei maschi, nel 2025 il dato è sceso al 29,4%. Al contrario tra le femmine la quota è salita, passando dal 29,3% al 35,8%. Nel 2000 le donne che avevano avuto un solo partner erano il 59,6%, nel 2025 sono passate al 27,6%; 2-5 partner per il 32% delle donne nel 2000, contro il 46,8% nel 2025; 6 e più partner per l’8,4% delle donne nel 2000 che arriva al 21,8% nel 2025. Tra i maschi, nel 2000 aveva avuto un solo partner il 24,9%, oggi questa quota scende al 15,2%; 2-5 erano i partner dichiarati dal 42,3% dei maschi nel 2000, contro il 46% nel 2025; 6 e più partner per il 32,8% e per il 33,7% rispettivamente nel 2000 e nel 2025.

Altro segnale di cambiamento riguarda le esperienze di pratiche più estreme e sperimentali. Nel 2000 ad aver dichiarato di aver sperimentato rapporti a tre o più persone era lo 0,7% delle donne, nel 2025 il 6,8%. Per gli uomini, la quota è salita dal 3,2% del 2000 al 20,1% del 2025. Al contrario, l’80,4% degli italiani (tra i 18 e i 60 anni) ha rapporti sessuali esclusivamente con la persona con cui ha una relazione stabile di coppia, il 12% solo con la o le persone che frequenta occasionalmente e il 6,2% con le persone con cui ha una relazione sessuale stabile e con altri partner occasionali. Il 67% degli italiani (il 63% tra gli uomini e il 71,2% tra le donne) ritiene che nei rapporti di coppia che durano nel tempo non necessariamente prevale la noia, poiché è possibile prevenire tale rischio. Il 68,9% delle persone con relazione stabile è soddisfatto della propria vita sessuale, e il dato incide al 29,8% tra i single.
A cambiare la società in questi 25 anni sono stati il web e i social. E ovviamente il sesso non è rimasto immune delle novità tecnologiche. Il 32,5% degli italiani con età tra 18 e 60 anni dichiara di avere conosciuto partner sessuali tramite social media. Ricevono immagini di tipo pornografico il 37% dei 18-34enni, il 32,2% dei 35-44enni, il 26,9% dei 45-60enni; praticano il sexting il 43,4% dei 18-34enni, il 33,6% dei 35-44enni, il 19,2% dei 45-60enni; inviano immagini pornografiche il 31,2% dei 18-34enni, il 21,8% dei 35-44enni, il 14,3% dei 45-60enni; praticano la masturbazione a distanza con altre persone il 28,3% dei 18-34enni, il 23,8% dei 35-44enni, il 14,5% dei 45-60enni; si fotografano o si riprendono per video durante i rapporti sessuali il 15,9% dei 18-34enni, il 17,9% dei 35-44enni, l’11,6% dei 45-60enni.
E web fa inevitabilmente rima con porno. Il 59,3% degli italiani guarda porno da solo e in particolare lo fa il 76,6% degli uomini e il 41,5% delle donne; il 66,2% dei 18-34enni, il 56,6% dei 35-44enni e il 55,6% dei 45-60enni. In coppia invece guarda il porno il 26% degli italiani 18-60enni (il 27,3% dei maschi e il 24,6% delle femmine), il 23,7% dei giovani, il 25,5% degli adulti e il 27,8% dei 45-60enni. Il 38,9% degli italiani è convinto che guardando i porno si imparano cose nuove, che migliorano la propria sessualità.
Identità di genere e orientamenti sessuali. Il 16,3% degli intervistati non si riconosce in una identità di genere netta ed esclusiva, solo maschile o solo femminile. A pensarlo è anche il 21,9% dei 18-34enni, il 18,6% dei 35-44enni e l’11,1% dei 45-60enni. Tra coloro che hanno conoscenza di cosa siano i movimenti LGBTQIA+, il 58,3% ritiene che siano importanti perché combattendo le discriminazioni migliorano la società. Per il 75,7% degli italiani (e l’81% dei giovani) in Italia ci sono ancora troppe discriminazioni nei confronti delle persone non cisgender e/o non eterosessuali.
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