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Rivoluzione nei licei: arriva l’intelligenza artificiale e torna la geografia

Dal 2026/2027 nuovi programmi scolastici. Più lingue straniere, materie insegnate con il metodo CLIL, spazio allo studio all’estero e una didattica sempre più orientata al futuro degli studenti

Rivoluzione nei licei: arriva l’intelligenza artificiale e torna la geografia

Dall’anno scolastico 2026/2027 i licei italiani si preparano a cambiare volto con un aggiornamento dei programmi scolastici che punta a rendere l’offerta formativa più attuale e in linea con le competenze richieste dal futuro. Anche se il documento ufficiale non è stato ancora pubblicato dal Ministero dell’Istruzione, le prime anticipazioni delineano un quadro ricco di novità.

A guidare la revisione è stata una commissione composta da oltre 130 esperti tra docenti, accademici e dirigenti scolastici, coordinata dalla professoressa Loredana Perla, che ha già concluso i lavori consegnando il testo definitivo al Ministero. Si tratta di un intervento ampio, che segue quello già realizzato per la scuola primaria.

Tra le principali innovazioni spicca il rafforzamento dell’esperienza internazionale, con maggiori opportunità per gli studenti di svolgere periodi di studio all’estero. Parallelamente, viene potenziato l’apprendimento linguistico grazie all’introduzione più diffusa della metodologia CLIL (Content and Language Integrated Learning), che prevede l’insegnamento di discipline come storia o scienze direttamente in una lingua straniera.

Grande attenzione anche all’intelligenza artificiale, che entrerà nei programmi in modo trasversale, diventando uno strumento integrato nelle diverse materie. Al tempo stesso, si rafforza il ruolo della lingua italiana, considerata centrale nel percorso formativo degli studenti.

Un ritorno significativo riguarda la geografia, che tornerà ad essere una disciplina autonoma, separata dalla storia dopo anni di accorpamento nella cosiddetta geostoria. Non sono previste variazioni nel monte ore complessivo, ma cambia l’impostazione dei contenuti. Anche lo studio della storia sarà rivisto, con una maggiore attenzione iniziale al contesto occidentale, per poi allargarsi progressivamente al resto del mondo.

I dirigenti scolastici del Lazio valutano favorevolmente l’impianto complessivo della riforma, sottolineando come l’aggiornamento dei programmi fosse necessario per avvicinare i contenuti alle esigenze degli studenti di oggi e alle competenze richieste dalla società contemporanea. Secondo questa lettura, il nuovo assetto riesce a coniugare innovazione e continuità, mantenendo solide le basi della formazione ma introducendo strumenti e prospettive più attuali.

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