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Tragedia di Crans-Montana, il video che accende i dubbi: una porta di sicurezza chiusa un minuto prima del rogo

Le immagini di 31 secondi mostrerebbero il momento in cui un chiavistello blocca una via di fuga nel locale Constellation

Tragedia di Crans-Montana, il video che accende i dubbi: una porta di sicurezza chiusa un minuto prima del rogo

Crans-Montana, in Svizzera, torna al centro delle indagini per la tragedia del discobar Constellation, dove a Capodanno hanno perso la vita 41 persone, tra cui sei italiani. Nuovi elementi emersi dall’analisi dei filmati interni sembrano aggiungere dettagli cruciali sulla dinamica dell’incendio e sulla gestione delle vie di fuga.

Secondo quanto riportato dagli investigatori, pochi secondi prima che le fiamme si propagassero, una delle porte di sicurezza del locale sarebbe stata chiusa manualmente tramite un chiavistello. Un’azione che, stando alle immagini delle telecamere, avrebbe di fatto impedito una via di evacuazione fondamentale in un momento già estremamente critico.

Un breve video, della durata di circa 31 secondi e acquisito dagli inquirenti, mostrerebbe un dipendente mentre apre l’ingresso per far entrare una persona. Subito dopo, questa persona interagisce con il meccanismo della porta e la blocca. Pochi istanti più tardi, all’interno del locale vengono utilizzate candele pirotecniche su bottiglie di champagne: una di queste avrebbe innescato l’incendio, propagatosi rapidamente anche a causa dei materiali altamente infiammabili presenti sul soffitto.

La questione della porta di sicurezza è uno degli aspetti più discussi dell’inchiesta. La titolare del locale, Jessica Moretti, ha dichiarato che quell’uscita non veniva utilizzata dal pubblico e restava generalmente riservata al personale. Una versione condivisa anche dal marito. Tuttavia, secondo quanto riferito agli inquirenti da un addetto alla sicurezza presente quella notte, la stessa Moretti avrebbe indicato che le porte dovevano rimanere chiuse, elemento che contrasta con le precedenti dichiarazioni.

L’indagine, coordinata dalla procuratrice aggiunta Catherine Seppey, prosegue con l’audizione di testimoni chiave. Tra questi figura una giovane sopravvissuta, una fotografa del locale rimasta in coma per settimane dopo l’incidente. Nei prossimi giorni sono previsti anche gli interrogatori di diversi amministratori locali di Sion, coinvolti nell’inchiesta.

Parallelamente, anche la magistratura italiana si è attivata. I pm di Roma, insieme a forze di polizia e Vigili del Fuoco, stanno collaborando con le autorità svizzere nell’ambito di uno scambio di informazioni definito tra le due procure. Le ipotesi di reato al vaglio includono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose.

L’inchiesta, ancora aperta, sta cercando di chiarire non solo le cause dell’incendio ma anche eventuali responsabilità legate alla sicurezza del locale, alla gestione delle emergenze e al corretto funzionamento delle vie di fuga. Elementi che, alla luce dei nuovi filmati, assumono un peso sempre più centrale nello sviluppo del caso.

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