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Ambiente

Piemonte, energia in svolta: meno consumi e più rinnovabili (ma resta alta la dipendenza)

Il nuovo rapporto regionale fotografa un sistema in cambiamento tra calo del gas e crescita di idroelettrico e fotovoltaico

Piemonte, energia in svolta: meno consumi e più rinnovabili (ma resta alta la dipendenza)

Il Piemonte consuma meno energia e punta sempre di più sulle fonti pulite. È quanto emerge dall’aggiornamento del Rapporto statistico sull’energia, presentato in Commissione Ambiente e Attività produttive durante l’informativa dell’assessore Matteo Marnati.

I numeri raccontano una Regione in trasformazione. Nel 2023 i consumi energetici sono scesi del 3%, raggiungendo il livello più basso mai registrato. Un risultato che, secondo l’assessorato, è legato sia a una maggiore efficienza sia a un cambiamento nei comportamenti, anche se il settore civile resta quello che consuma di più, davanti a trasporti e industria.

Parallelamente cresce il peso delle energie rinnovabili, che arrivano a coprire circa il 20% dei consumi finali. Il gas naturale rimane la fonte principale, ma è in calo, segno di una progressiva riduzione del ricorso ai combustibili fossili.

Il quadro si conferma anche nel 2024, dove si registra un aumento della produzione di energia elettrica del 7,6%, trainata soprattutto da idroelettrico e fotovoltaico. Allo stesso tempo diminuisce la produzione termoelettrica, con un conseguente calo dell’utilizzo di gas e petrolio. Oggi oltre il 55% dei consumi elettrici regionali è coperto da fonti rinnovabili, mentre i consumi complessivi restano stabili.

Nonostante i segnali positivi, resta però un nodo importante: la dipendenza energetica dall’esterno, che supera ancora l’80%, anche se in lieve diminuzione.

I dati ci consegnano un’immagine del Piemonte in netta evoluzione – ha dichiarato l’assessore Marnati – sottolineando come la Regione stia affrontando con decisione il percorso della transizione ecologica. La crescita delle rinnovabili e la riduzione dei consumi, ha aggiunto, hanno effetti positivi anche su emissioni e qualità dell’aria.

Il monitoraggio del PEAR evidenzia inoltre miglioramenti sul fronte delle emissioni di CO₂ e delle prestazioni energetiche degli edifici, ma segnala anche un ritardo nello sviluppo delle rinnovabili rispetto agli obiettivi europei fissati al 2030.

Durante la seduta è intervenuta anche la consigliera Monica Canalis, che ha chiesto chiarimenti su alcuni aspetti del rapporto.

Una fotografia, dunque, fatta di passi avanti concreti, ma anche di sfide ancora aperte per rendere il sistema energetico piemontese più autonomo e sostenibile.

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