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CRONACA GIUDIZIARIA

Nessuna perizia, le indagini sono chiuse. Verso il processo per la morte di Giorgia Marino

Aveva 25 anni e ha perso la vita in seguito a un incidente motociclistico nella zona di Mirafiori

Nessuna perizia, le indagini sono chiuse. Verso il processo per la morte di Giorgia Marino

Nessuna perizia cinematica. Nessun accertamento irripetibile. Eppure le indagini sono chiuse e la direzione appare già tracciata: il probabile rinvio a processo dei due indagati per la morte di Giorgia Marino, 25 anni, deceduta dopo un grave incidente motociclistico. Il pm Valerio Longi ha iscritto nel registro degli indagati il conducente della Opel, un uomo di 70 anni, e il proprietario di un’auto parcheggiata in divieto di sosta, un 38enne residente in provincia di Torino. Omicidio colposo e cooperazione nel delitto colposo. I due sono assistiti dagli avvocati Andrea Cagliero, Vito Di Luca e Gino Obert. L’autopsia sul corpo della giovane donna ha confermato il «nesso causale» tra le lesioni riportate e il decesso. Tuttavia, lo stesso accertamento - sulla base della documentazione clinica - ha indicato la necessità di approfondire un elemento tutt’altro che secondario: la «marcata iperpotassiemia», ovvero livelli elevati di potassio nel sangue, riscontrata durante la degenza in rianimazione e non emersa negli esami precedenti. Su questo aspetto si innesta l’iniziativa della famiglia, assistita dall’avvocato Alessandro Dimauro, che già a giugno aveva presentato un esposto in procura chiedendo di chiarire le circostanze della morte. In origine, infatti, il caso lasciava spazio a due possibili filoni investigativi: uno relativo alla condotta sanitaria, l’altro alla dinamica dell’incidente. Giorgia Marino era stata sottoposta a tre interventi chirurgici. I familiari volevano accertare se, nelle condizioni già critiche in cui era giunta dopo lo schianto, tutte le scelte terapeutiche fossero appropriate. Su questo lato dell’inchiesta, ad oggi, non sembra vi siano stati sviluppi. Si procede invece sull’altro fronte che riguarda invece quanto accaduto all’incrocio tra corso Tazzoli e corso Orbassano, punto noto per la frequenza di incidenti e privo di sistemi di videosorveglianza. L’impatto con l’auto in movimento e la presenza di un veicolo parcheggiato irregolarmente. È proprio su questo aspetto che la difesa del 38enne aveva sollecitato una perizia cinematica e accertamenti irripetibili. Richieste rimaste senza seguito. Non ci sono filmati, né fotografie scattate nell’immediatezza dei fatti. Solo le immagini realizzate successivamente dalla polizia locale durante i rilievi, quando la scena era già mutata. La ricostruzione resta priva di un dato decisivo: stabilire se il corpo della giovane abbia urtato direttamente l’auto parcheggiata oppure se, a seguito dell’impatto iniziale, sia stato sbalzato a distanza - il corpo è stato rinvenuto a metri dal mezzo - mentre la moto finiva contro il veicolo in sosta vietata. Un dettaglio tutt’altro che marginale, perché incide sulla responsabilità degli eventi. La famiglia di Giorgia ha ricevuto un acconto del risarcimento dall’assicurazione del conducente dell’auto coinvolta nello scontro.

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