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Il caso

«Avete visto mia figlia qui davanti?» Sally nel triangolo scuro della droga

La madre della ragazza scomparsa cerca sua figlia: le segnalazioni l'hanno intercettata a Barriera

«Avete visto mia figlia qui davanti?» Sally nel triangolo scuro della droga

Sandra cammina in via Cigna. Con il suo girello: non deambula bene senza. Ma non si arrende. Vuole trovare sua figlia. Sally è scomparsa. Le ultime segnalazioni la danno lì, davanti ai supermercati e nella zona del cosiddetto “Tossic Park”, lungo il quartiere Sempione. Sally non si vede più da giorni. Le notizie su di lei, ormai, sono frammentarie e contraddittorie. Il 2 marzo era salita su un treno per Torino da Bosconero insieme al compagno, un uomo di 43 anni. Quel giorno avrebbe dovuto entrare in comunità: la giovane soffre di dipendenze da sostanze e stava provando, con fatica, a uscirne. Ma l’incontro con quell’uomo, secondo la madre, avrebbe riaperto una spirale già fragile e pericolosa. Sul treno c’era anche Opi, il cane di Sally, una pitbull femmina marroncina. Poi, secondo la ricostruzione del 43enne, tra i due sarebbe scoppiata una lite: la ragazza si sarebbe ferita, si sarebbe bruciata e sarebbe anche caduta. Da lì, la separazione. Le versioni, però, non coincidono. Diverse segnalazioni raccolte in questi giorni parlano di una giovane vista in via Cigna, davanti all’Eurospin, mentre chiedeva l’elemosina insieme a un uomo con un vistoso tatuaggio sul viso. Con lei, anche il cane.

«È lui. I miei presentimenti erano giusti», dice Sandra, con voce stanca ma determinata. Lui, il 43enne che si sarebbe allontanato con sally, il giorno in cui lei è sparita. Lui, l’uomo che lì al Sempione, tra quegli zombie, ce l’ha portata la prima volta.
Torniamo a Sandra. La donna passa tra clienti e cassieri del supermercato, chiedendo se qualcuno abbia visto la figlia. Nessun riscontro certo. Un’altra segnalazione, tutta da verificare, porta a un appartamento in Barriera di Milano, in via Soana, dove secondo alcune voci Sally e altre persone fragili troverebbero riparo.
Intanto, il quadro che emerge dal quartiere Sempione è quello di una zona degradata, abbandonata, incandescente, segnata dallo spaccio e da una marginalità diffusa. Un’area dove il crack è la moneta quotidiana e dove, raccontano gli abitanti, la vulnerabilità è diventata regola.
Tra ex piscine, parchi e spazi nascosti, si muove una geografia difficile da leggere. «È un triangolo di degrado: ex piscine, parco, il “buco” di corso Venezia», racconta chi vive lì. Divani malconci, tende sbiadite, bottigliette, stagnola bruciata, cucchiai anneriti: un paesaggio disordinato, sporco, inquieto.


«Zombie che camminano sul Toscanini», dicono alcuni residenti, riferendosi al ponte che divide il quartiere Rebaudengo.
Da una parte la vita quotidiana, con negozi e case; dall’altra uno scenario desolato, intermittente, caotico.Sono decine, uomini e donne di età diverse.
Passano pattuglie della polizia in moto. Ma la scena non cambia. Chi è dentro la recinzione dell’ex piscina continua a giocare a pallone, chi consuma crack resta fermo, quasi invisibile. «L’ho vista ieri sera, lì in fondo», racconta un residente. Poi aggiunge, a bassa voce: «Occhio a camminare qui con il telefono in mano. Non è sicuro».
Nel quartiere, le risposte sono spesso fredde, distaccate: «È maggiorenne, fa le sue scelte». Ma davanti a una madre, quella frase suona diversa, quasi crudele.
Sandra non si ferma. Continua a cercare sua figlia Sally, 25 anni, occhi azzurri, volto segnato. Con lei il cane Opi, sempre presente nelle segnalazioni. Chi l’ha vista parla di una giovane fragile ma affettuosa con l’animale.
Sally, dov’è Sally, si chiede Sandra: mangia? Dorme? Dove si trova adesso? Sandra continua a cercare. E la città, intorno, continua a non guardare.

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