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Il caso
27 Marzo 2026 - 16:41
È scomparsa il 2 marzo. Doveva entrare in comunità, accompagnata dalla madre. Non ci è mai arrivata.
Sally ha 25 anni, è nata e cresciuta a Nichelino. Un’infanzia difficile, segnata da maltrattamenti. Poi la madre, Sandra, decide di andarsene di casa insieme ai figli. A Nichelino Sally entra in contatto con le sostanze. «È stata una collega a fargliele conoscere», racconta la madre.


La ragazza ci cade. Poi prova a uscirne. Incontra un ragazzo, anche lui con un passato di tossicodipendenza. I due decidono di cambiare vita. Lasciano il Piemonte e vanno in Puglia, dove un amico promette lavoro e una sistemazione. Ma le cose non vanno come previsto. Sally chiama la madre. Sandra le dice di tornare a Torino. Prima, però, la coppia decide di fermarsi a Napoli. Quella sera ricadono entrambi. Durante la notte il ragazzo viene arrestato. Sally resta sola. «Era disperata, era innamorata», dice la madre. Nel frattempo la famiglia si trasferisce a Bosconero, in una nuova casa. Sally li raggiunge. Con lei c’è anche Opi, un pitbull femmina color nocciola di un anno e otto mesi.

«Un cane buonissimo», lo descrive Sandra.A Bosconero Sally conosce un uomo di 43 anni, anche lui con problemi di dipendenza. Iniziano una relazione. «Era fragile, facilmente manipolabile», racconta la madre. I problemi con la droga tornano. L’uomo si trasferisce nella casa della famiglia. Non lavora. «Creava tensioni», dice Sandra.
Il 2 marzo Sally deve entrare in comunità. Non succede. Sale su un treno diretto a Torino insieme al 43enne e al cane. Da quel momento si perdono le sue tracce. Qualcuno dice di averla vista al Sempione, nella zona legata allo spaccio e al consumo di droga, dove le donne spesso diventano merce di scambio. Non ci sono conferme ufficiali. Il 43enne dice di aver litigato con la ragazza e che da quel momento, i primi di marzo, non ha pià avuto sue notizie. Sandra spiega che non è mai successo che Sally si allontani e non si faccia sentire, almeno con lei. Il cellullare sua figlia lo ha venduto da tempo. Usava quello del 43enne.


La famiglia ha presentato denuncia ai carabinieri. Per i militari, si tratta di allontanamento volontario. Sandra aspetta notizie. «E’ una ragaza molto fragile, in passato è stata sottoposta a tso, a Torino. Seguita dal Csm, volerva uscirne da tutto. Ha anche abitudini autolesionistiche». Nell’ultima foto che circola Sally è di spalle, sul tram 4, l’ha mandata un ragazzo che l’ha riconosciuta in uno dei post social della mamma. «A volte si fa chiamare Sara. E’ alta un metro e sessanta» continua Sandra, la voce ferma nonostante la preoccupazione «peserà non più di 40 chili, ha i capelli biondi, gli occhi chiari. Io non mollo, voglio trovare mia figlia».
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