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Il fatto

Emergenza italiana senza precedenti: -20% prenotazioni e 100 milioni di perdite per la guerra in Iran

Cancellazioni in aumento e migliaia di viaggi riprogrammati: le agenzie di viaggio italiane alle prese con una crisi profonda tra domanda in calo e costi sempre più alti

Emergenza italiana senza precedenti: -20% prenotazioni e 100 milioni di perdite per la guerra in Iran

La crisi legata alla guerra in Iran sta generando ripercussioni rilevanti su diversi comparti economici, tra cui energia, trasporti e soprattutto il turismo organizzato. Le agenzie di viaggio italiane si trovano a fronteggiare una situazione complessa, con un forte aumento di cancellazioni e modifiche dei pacchetti turistici.

Secondo un’analisi del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti, condotta su 681 agenzie, dall’inizio del conflitto si registrano oltre 7.100 prenotazioni annullate, riprogrammate o deviate verso altre destinazioni.

Perdite economiche e impatto sulle agenzie

Nelle prime settimane di conflitto, il danno economico ha già sfiorato i 100 milioni di euro. A incidere non sono solo i viaggi previsti nell’immediato, ma anche quelli programmati per i prossimi mesi e successivamente cancellati o spostati.

Oltre al calo del fatturato, molte imprese hanno dovuto sostenere costi operativi aggiuntivi per gestire modifiche, rimborsi e assistenza clienti. La perdita media stimata supera i 14.000 euro per agenzia.

Stop totale nelle aree del Golfo

Nelle zone direttamente coinvolte dal conflitto — tra cui Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita e Bahrein — le cancellazioni sono state totali. Le cause principali sono:

  • rischi per la sicurezza

  • chiusura degli spazi aerei

  • blocco di diversi aeroporti

Nelle aree limitrofe, come Egitto, Turchia e Mar Rosso, le cancellazioni hanno raggiunto il 10,6% delle prenotazioni.

Effetti anche sulle destinazioni lontane

La crisi non colpisce solo il Medio Oriente, ma anche mete a lungo raggio. Le difficoltà nei collegamenti aerei, soprattutto attraverso gli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi, stanno penalizzando viaggi verso:

  • Asia

  • Sud-Est asiatico

  • Oceania

Circa l’8,9% delle agenzie segnala cancellazioni su tratte lontane, con un impatto complessivo del 6,7%.

Boom di richieste per mete alternative

Per far fronte alla situazione, molte agenzie stanno riprogrammando i viaggi verso destinazioni considerate più sicure. Nelle prime tre settimane si contano:

  • oltre 3.800 cancellazioni

  • circa 3.300 cambi di destinazione

Tra le mete più richieste figurano:
Canarie, Spagna, Italia, Grecia, Marocco, Capo Verde, Caraibi e Stati Uniti.

Prenotazioni in calo nei prossimi mesi

Oltre alle perdite immediate, il settore teme un rallentamento delle nuove richieste. Le prenotazioni per i prossimi tre mesi risultano in calo del 20% rispetto allo scorso anno.

La flessione riguarda soprattutto:

  • viaggi a lungo raggio

  • destinazioni in Asia e Medio Oriente

Ma si registrano difficoltà anche per mete più vicine come Grecia, Tunisia, Spagna, Egitto e Turchia.

Le destinazioni più penalizzate

Tra le località extraeuropee maggiormente colpite si segnalano:
Maldive, Thailandia, Giappone, India, Vietnam, Seychelles, Indonesia, Kenya, Canada, Stati Uniti e Australia.

Le richieste del settore

Il presidente di Assoviaggi, Gianni Rebecchi, sottolinea che la situazione resta incerta e potrebbe peggiorare, soprattutto in caso di aumento dei costi dei voli.

Le imprese chiedono un intervento pubblico su due livelli:

  • misure urgenti per sostenere le aziende nel breve periodo

  • interventi strutturali per rafforzare il settore e correggere le criticità emerse

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