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29 Marzo 2026 - 16:30
La crisi legata alla guerra in Iran sta generando ripercussioni rilevanti su diversi comparti economici, tra cui energia, trasporti e soprattutto il turismo organizzato. Le agenzie di viaggio italiane si trovano a fronteggiare una situazione complessa, con un forte aumento di cancellazioni e modifiche dei pacchetti turistici.
Secondo un’analisi del Centro Studi Turistici di Firenze per Assoviaggi Confesercenti, condotta su 681 agenzie, dall’inizio del conflitto si registrano oltre 7.100 prenotazioni annullate, riprogrammate o deviate verso altre destinazioni.
Nelle prime settimane di conflitto, il danno economico ha già sfiorato i 100 milioni di euro. A incidere non sono solo i viaggi previsti nell’immediato, ma anche quelli programmati per i prossimi mesi e successivamente cancellati o spostati.
Oltre al calo del fatturato, molte imprese hanno dovuto sostenere costi operativi aggiuntivi per gestire modifiche, rimborsi e assistenza clienti. La perdita media stimata supera i 14.000 euro per agenzia.
Nelle zone direttamente coinvolte dal conflitto — tra cui Emirati Arabi Uniti, Qatar, Arabia Saudita e Bahrein — le cancellazioni sono state totali. Le cause principali sono:
rischi per la sicurezza
chiusura degli spazi aerei
blocco di diversi aeroporti
Nelle aree limitrofe, come Egitto, Turchia e Mar Rosso, le cancellazioni hanno raggiunto il 10,6% delle prenotazioni.
La crisi non colpisce solo il Medio Oriente, ma anche mete a lungo raggio. Le difficoltà nei collegamenti aerei, soprattutto attraverso gli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi, stanno penalizzando viaggi verso:
Asia
Sud-Est asiatico
Oceania
Circa l’8,9% delle agenzie segnala cancellazioni su tratte lontane, con un impatto complessivo del 6,7%.
Per far fronte alla situazione, molte agenzie stanno riprogrammando i viaggi verso destinazioni considerate più sicure. Nelle prime tre settimane si contano:
oltre 3.800 cancellazioni
circa 3.300 cambi di destinazione
Tra le mete più richieste figurano:
Canarie, Spagna, Italia, Grecia, Marocco, Capo Verde, Caraibi e Stati Uniti.
Oltre alle perdite immediate, il settore teme un rallentamento delle nuove richieste. Le prenotazioni per i prossimi tre mesi risultano in calo del 20% rispetto allo scorso anno.
La flessione riguarda soprattutto:
viaggi a lungo raggio
destinazioni in Asia e Medio Oriente
Ma si registrano difficoltà anche per mete più vicine come Grecia, Tunisia, Spagna, Egitto e Turchia.
Tra le località extraeuropee maggiormente colpite si segnalano:
Maldive, Thailandia, Giappone, India, Vietnam, Seychelles, Indonesia, Kenya, Canada, Stati Uniti e Australia.
Il presidente di Assoviaggi, Gianni Rebecchi, sottolinea che la situazione resta incerta e potrebbe peggiorare, soprattutto in caso di aumento dei costi dei voli.
Le imprese chiedono un intervento pubblico su due livelli:
misure urgenti per sostenere le aziende nel breve periodo
interventi strutturali per rafforzare il settore e correggere le criticità emerse
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