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Il caso
30 Marzo 2026 - 18:10
Lo scorso giugno i carabinieri della scientifica hanno eseguito un sopralluogo nella villetta di Garlasco dove è stata uccisa Chiara Poggi, diciotto anni dopo il delitto. Durante questa operazione hanno condotto una Bloodstain Pattern Analysis, una tecnica forense che analizza la forma e la distribuzione delle macchie e degli schizzi di sangue per ricostruire la dinamica dei crimini. Grazie alle tecnologie attuali è stato possibile creare una mappatura millimetrica di ogni traccia ematica, a differenza di quanto era stato fatto nel 2007 quando i segni erano stati solo fotografati.
La Procura di Pavia aveva richiesto questa consulenza del Ris di Cagliari mesi fa, in occasione della riapertura del caso con una terza indagine su Andrea Sempio. L'analisi è stata depositata, ma rimane ancora secretata. Solo con la chiusura delle indagini le parti coinvolte potranno accedere al fascicolo completo.
Secondo le prime notizie diffuse, il Ris avrebbe confermato che un solo assassino era presente sulla scena del crimine. Gli esami suggerirebbero anche che è stato utilizzato un unico oggetto, probabilmente un martello da lavoro, come già ipotizzato negli anni precedenti. Le due tipologie di ferite riscontrate sulla testa di Chiara Poggi indicherebbero che la vittima è stata colpita con uno strumento dotato di due superfici diverse.
Il medico legale che aveva eseguito l'autopsia aveva descritto l'arma come un "corpo contundente non ben identificabile". Nel dettaglio, l'oggetto presenta una "stretta superficie battente" con "spigoli molto netti" e "presenza di punta, talora usata come tale". Il rapporto medico legale evidenziava anche proprietà taglienti dello strumento applicate come tali, in particolare sulle palpebre e i dati della microscopia elettronica suggerivano la natura metallica dello strumento, almeno nella sua componente battente.
Le indiscrezioni sulle analisi del Ris potrebbero indicare una dinamica diversa dall'aggressione finora descritta. Chiara Poggi potrebbe essere stata colpita un'ultima volta mentre si trovava già sulle scale interne della villetta che conducono alla cantina. In diciannove anni si era sempre parlato di colpi inflitti sopra le scale e di un trascinamento lungo i gradini, poiché non erano state rinvenute impronte dell'assassino sulle scale stesse. Rimane da chiarire se tali tracce erano state cancellate dal sangue. La lettura completa dell'analisi del Ris dovrà fornire le risposte definitive.
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