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Il caso

Attentato a Ranucci: Giletti svela il coinvolgimento della Camorra

Il giornalista di Report è stato preso di mira da un gruppo proveniente dalla Campania, con un ordigno a gelatina collocato sotto la sua auto a Pomezia

Attentato a Ranucci: Giletti svela il coinvolgimento della Camorra

Durante la puntata di ieri sera di “Lo Stato delle Cose”, Massimo Giletti ha svelato dettagli inediti sull’attentato subito dal giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, lo scorso ottobre.

Secondo Giletti, l’ordigno esplosivo utilizzato non era plastico, come inizialmente ipotizzato, ma una gelatina presumibilmente reperita in una cava. Inoltre, gli attentatori non erano uno solo, bensì un gruppo numeroso proveniente dalla Campania, legato alla Camorra.

“Il mezzo impiegato non era la Panda nera indicata inizialmente, e l’esplosivo era una gelatina, non plastico. Gli uomini sono arrivati e ripartiti la stessa sera, appartenenti alla Camorra. L’attentato a Ranucci è di natura camorristica”, ha dichiarato Giletti.

Le indagini della Procura di Roma, guidate dal pm Carlo Villani e dai carabinieri, avevano già orientato i sospetti verso la Camorra lo scorso novembre, dopo il rinvenimento di una lettera anonima che menzionava il clan dei Casalesi e in particolare l’ala stragista guidata da Giuseppe Setola.

L’attacco dinamitardo si era verificato la sera del 16 ottobre 2025, quando un gruppo di uomini ha collocato l’ordigno sotto l’auto del giornalista davanti alla sua abitazione di Pomezia, provocando la distruzione dei veicoli parcheggiati.

Con queste nuove rivelazioni, si rafforza l’ipotesi che l’assalto a Sigfrido Ranucci non sia un episodio isolato, ma parte di una strategia criminale più ampia della Camorra campana.

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