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Il caso

Peste suina africana: la Liguria continua a registrare nuovi casi mentre il Piemonte resta stabile

Il bollettino dell’Istituto Zooprofilattico al 31 marzo evidenzia la persistenza del virus nel genovese, mentre resta invariato il quadro negli allevamenti e nei boschi del Piemonte

Peste suina africana: la Liguria continua a registrare nuovi casi mentre il Piemonte resta stabile

Il monitoraggio settimanale rileva un quadro epidemiologico diversificato tra le Liguria e Piemonte, con la prima che vede aumentare i positivi tra la fauna selvatica.

L'Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta ha registrato 14 nuove positività alla peste suina africana in Liguria nella settimana che va dal 22 al 29 marzo. L'aggiornamento è stato reso pubblico oggi 31 marzo. Questi numeri proseguono una tendenza di circolazione virale che caratterizza da tempo la regione ligure.

La provincia di Genova registra il maggior numero di nuove positività con 10 casi distribuiti tra Ceranesi, Genova, Rapallo, Serra Riccò e Zoagli. La provincia di Savona conta 2 nuovi riscontri, mentre quella della Spezia ne registra altrettanti. Il numero totale dei positivi in Liguria raggiunge così 1.256 casi. La configurazione geografica dei nuovi focolai si estende lungo la dorsale ligure, con una concentrazione particolare nell'ambito genovese.

Nel medesimo periodo, il Piemonte non ha registrato nuove positività tra i cinghiali, mantenendo il totale a 803 casi. Questa stabilità numerica è un dato positivo, sebbene l'esperienza epidemiologica insegni che il virus nel selvatico procede tipicamente attraverso ondate successive, richiedendo una vigilanza costante.

Negli allevamenti suinicoli, il numero di focolai confermati rimane invariato a 9. Questa stabilità non elimina la preoccupazione: rappresenta una condizione di fragilità per la filiera produttiva. La prevenzione richiede un equilibrio tra rigore nei controlli e continuità operativa, essendo la protezione degli allevamenti fondamentale sia dal punto di vista sanitario che economico.

I dati rivelano innanzitutto la persistenza della circolazione virale nella popolazione selvatica della Liguria, con particolare concentrazione nella provincia di Genova e focolai dispersi tra le altre province. In secondo luogo, testimoniano l'importanza di un sistema di sorveglianza capillare che non si limiti alla registrazione quantitativa dei casi, ma anticipi i movimenti del contagio sul territorio. Ogni nuovo riscontro rappresenta un indizio che contribuisce a delineare il quadro complessivo della diffusione.

La capacità di contenimento dipenderà dalla costanza dei monitoraggi e dalla tempestività delle misure di prevenzione implementate.

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