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Il fatto

La stretta di Giorgia Meloni: contro lo spaccio al parco Sempione, il Governo ora schiera anche i parà

Soddisfazione dal fronte di FdI. Fonti assciurano: "Nelle prossime settimane le operazioni continueranno, serrate"

La stretta di Meloni: contro lo spaccio al parco Sempione il Governo ora schiera anche i parà

Prima il blitz, poi i paracadutisti. E in mezzo, una città che da settimane chiede risposte.
Al parco Sempione la lotta allo spaccio cambia passo e alza il livello dello scontro: non più solo controlli ordinari, ma una vera operazione strutturata che mette insieme forze dell’ordine, reparti speciali e interventi di bonifica. Da stamattina, percorrendo via Toscanini, la scena è diversa.


Accanto alle pattuglie, si muovono uomini e donne in mimetica: sono i militari del 1º Reggimento Carabinieri paracadutisti "Tuscania", reparto d’élite dell’Arma, impiegato per rafforzare il presidio in una delle aree più delicate della città.
Il Tuscania è un’unità addestrata per operazioni complesse, spesso all’estero, e dal 2024 è stato riconosciuto come forza speciale “Tier 2”. Vederlo in azione tra i vialetti del Sempione segna un cambio di paradigma: il contrasto allo spaccio viene trattato come una priorità operativa ad alta intensità.


La stretta arriva dopo una lunga sequenza di segnalazioni, denunce, servizi giornalistici e appelli istituzionali. Un pressing costante che ha trovato risposta nella linea del Governo Meloni e del Viminale guidato da Matteo Piantedosi. Tutto comincia domenica, poi prosegue lunedì, parco Sempione, un primo intervento mirato: sgomberati accampamenti, allontanati pusher, ripulite aree trasformate in basi operative dello spaccio. Un’azione rapida, senza tensioni, ma con effetti immediati sul territorio. Poi, nelle ore successive, il dispositivo si allarga e si consolida. Nel quartiere Barriera di Milano - tra le ex piscine Sempione e i giardini Madre Teresa di Calcutta - scatta un controllo straordinario su larga scala. In campo polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, polizia municipale, con il supporto dei reparti specializzati dell’Arma.
I numeri danno la misura dell’intervento: 149 persone identificate, quattro arrestate per spaccio, dieci denunciate. Due soggetti accompagnati al Cpr, tre portati in questura per accertamenti. Un bilancio ancora provvisorio, destinato ad aggiornarsi, perché - da fonti investigative - le operazioni sono solo all’inizio e proseguiranno per settimane.


Parallelamente, si muove anche il fronte della riqualificazione: sono in corso interventi di bonifica e rimozione degli accampamenti abusivi. Un lavoro altrettanto silenzioso ma essenziale, che punta a sottrarre spazio fisico e simbolico al degrado.


Le aree rientrano tra le cosiddette “zone rosse”, individuate dal prefetto Donato Cafagna nell’ambito del nuovo piano sicurezza.
Zone dove la vigilanza è rafforzata e dove si concentrano interventi mirati per spezzare il legame tra marginalità e criminalità diffusa.
E arrivano anche i primi provvedimenti restrittivi: il questore Massimo Gambino ha disposto un Daspo urbano per l’area del parco Sempione. Un segnale netto: chi delinque viene allontanato. Sul piano politico, il fronte di Fratelli d’Italia rivendica i risultati.
Una nota congiunta dell’onorevole Augusta Montaruli, del vicepresidente del Piemonte Maurizio Marrone - a cui si uniscono i politici locali, come il presidente della Circoscrizione 6 Valerio Lomanto e la capogruppo Verangela Marino: «Si tratta di un’azione concreta, strutturata e determinata che conferma la volontà dello Stato di non arretrare di fronte a fenomeni di degrado e illegalità che per troppo tempo hanno soffocato interi quartieri» affermano «La direzione è quella giusta. Serve liberare gli spazi dall’illegalità e restituirli ai cittadini onesti».

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