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Il caso

Cade in bici su una strada dissestata e muore, chiesti due anni per l’ex sindaco

La Procura: «Mancata manutenzione e controlli». La difesa: «Nessun legame con la morte»

Cade in bici su una strada dissestata e muore, chiesti due anni per l’ex sindaco

Una caduta in bicicletta, una buca sull’asfalto e un impatto che non lascia scampo. È da qui che parte la vicenda che ruota attorno alla morte di Aldovino Lancia, 71 anni, il pensionato deceduto dopo l’incidente avvenuto il 27 settembre 2023 tra strada vicinale della Berlia e via Rosa Luxemburg. Per quella morte la procura ha chiesto due anni di carcere per l’ex sindaco di Collegno Francesco Casciano e per un dirigente comunale, entrambi accusati di omicidio stradale colposo. Secondo la ricostruzione, l’uomo stava pedalando lungo un tratto di strada ritenuto ammalorato quando la ruota della bici è finita in una buca. La perdita di equilibrio, la caduta, il colpo violento alla testa. Sul banco delle responsabilità finisce lo stato dell’asfalto. «Sull’asfalto c’erano solo screpolature», aveva sostenuto un ex impiegato dell’ufficio tecnico. Per l’accusa, invece, la situazione era ben diversa: gli imputati avrebbero agito «con imprudenza e imperizia», omettendo «la manutenzione e il controllo tecnico delle strade» e trascurando «l’apposizione e la manutenzione della segnaletica». Il punto centrale riguarda le segnalazioni. «Non risultano forme di controllo dell’ufficio lavori pubblici sulla ditta incaricata delle asfaltature», è la posizione della procura. Negli anni precedenti, sempre secondo l’accusa, «erano arrivate molte segnalazioni sulla pericolosità di quella strada», ma «nessuno ha dato seguito». Una situazione che, per l’accusa, avrebbe richiesto interventi immediati: «Si sarebbe potuto, o meglio dovuto, modificare la viabilità, chiudendo la strada o segnalando le zone più compromesse con cartelli e banderuole». Interventi tampone erano stati effettuati nella primavera del 2023. Ma «già a maggio dello stesso anno era stato comunicato al Comune che tutto sembrava come prima», ha sottolineato la pm. E sulle risorse: «Gli uffici avevano chiesto più fondi per affrontare situazioni simili, ma sono stati stanziati solo nell’autunno 2023, dopo la morte di Lancia». La difesa contesta la ricostruzione. «Non c’è nesso di causalità tra la presunta condotta omissiva e la morte di Lancia», sostengono gli avvocati Luca Cassiani e Massimo Davi, richiamando anche le immagini delle telecamere, che riprendono solo in parte l’incidente. E aggiungono: «Il Comune di Collegno non aveva onere di vigilanza su quella strada». Un aspetto su cui si è soffermato anche un testimone: «I rattoppi vengono eseguiti da una ditta esterna o dagli addetti del Municipio. L’appalto annuale nel 2023 valeva 48mila euro. Non possiamo intervenire su ogni singola buca, ma tutte le segnalazioni vengono raggruppate e prese in carico».

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