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03 Aprile 2026 - 13:00
Dopo l’intesa raggiunta il 1° aprile per i lavoratori della scuola, con un incremento medio di 137 euro al mese, il governo punta a estendere il rinnovo contrattuale anche agli altri settori della Pubblica Amministrazione. Il ministro Paolo Zangrillo ha confermato: “L’obiettivo è chiudere tutti i contratti prima della fine dell’estate. Sui comparti centrali, difesa e sicurezza siamo avanzati; su Enti locali e Sanità vedremo l’approccio dei sindacati, ma siamo fiduciosi”.
A marzo è stata diffusa la bozza del contratto del pubblico impiego 2025-2027, che interesserà circa 200 mila lavoratori tra ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici. Le negoziazioni ufficiali sono iniziate il 12 marzo e mirano a bilanciare retribuzioni, organizzazione del lavoro e innovazione tecnologica, senza trascurare la tutela dei dipendenti.
La novità principale riguarda l’uso dell’intelligenza artificiale, con regole precise: le decisioni che impattano i dipendenti dovranno sempre avere supervisione umana. L’automazione supporterà l’attività amministrativa, ma non sostituirà la responsabilità delle persone.
Il rinnovo punta anche a rafforzare la trasparenza: i dipendenti avranno diritto di conoscere come vengono usati strumenti digitali per l’assegnazione delle attività e la valutazione delle prestazioni. L’obiettivo è snellire i concorsi pubblici e migliorare i servizi senza ridurre il ruolo dell’uomo nella PA.
Il contratto introduce aumenti differenziati per livello professionale:
Operatori: +119,60 euro lordi/mese
Assistenti: +125,90 euro lordi/mese
Funzionari: +152,90 euro lordi/mese
Alte professionalità: fino a 209 euro lordi/mese
Questi incrementi mirano a contrastare la perdita di potere d’acquisto dovuta all’inflazione, criticata dai sindacati nei precedenti rinnovi.
Zangrillo ha sottolineato: “L’inflazione attuale è all’1,7%, inferiore agli aumenti previsti. Se dovesse salire, valuteremo eventuali aggiustamenti”.
Il 1° aprile è stato firmato il rinnovo del contratto istruzione e ricerca 2025/27, con aumento medio di 137 euro al mese. Negli ultimi tre contratti, gli incrementi medi sulle buste paga hanno raggiunto 395 euro. Tutti i sindacati, inclusa la Cgil, hanno firmato l’accordo.
Zangrillo ha spiegato che l’accordo era strategico: “Gli insegnanti formano le generazioni future e rappresentano una parte fondamentale della PA”. Inoltre, molti dipendenti hanno già beneficiato di agevolazioni fiscali e riduzioni Irpef.
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