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terremoto azzurro

Italia, Gattuso si dimette. Del Piero scende in campo (non per il ruolo di ct) e lancia la sua candidatura

Dopo Gravina e Buffon, tocca a Ringhio lasciare: "Grazie ai tifosi per il loro amore e sostegno"

Italia, la prima del ct Gattuso: "Emozionato? Ecco cosa vi dico...". E sulla formazione...

L'ormai ex ct azzurro Rino Gattuso (foto Figc)

Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon si sono dimessi ieri, giovedì 2 aprile, nelle prossime ore anche Gennaro Gattuso lascerà il ruolo di commissario tecnico. Il ct e la Federcalcio hanno optato per la risoluzione del contratto. 

“Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale – ha dichiarato Gattuso - la maglia Azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche. Desidero ringraziare il presidente Gabriele Gravina e Gianluigi Buffon, e con loro tutti i collaboratori della Federazione, per la fiducia e il supporto che mi hanno sempre garantito. È stato un onore poter guidare la Nazionale e farlo anche con un gruppo di ragazzi che hanno mostrato impegno e attaccamento alla maglia. Ma il ringraziamento più grande va ai tifosi, a tutti gli italiani che in questi mesi non hanno mai fatto mancare il loro amore e sostegno alla Nazionale. Sempre con l’azzurro nel cuore”. “Desidero ancora una volta ringraziare Gattuso – afferma Gravina – perché, oltre ad essere una persona speciale, come allenatore ha offerto un prezioso contributo, riuscendo in pochi mesi a riportare entusiasmo intorno alla Nazionale. Ha trasmesso ai calciatori e a tutto il Paese un grande orgoglio per la maglia azzurra”.

"Ci sono molte sensazioni negative: tristezza, arrabbiatura, delusione e incredulità. La prima volta era stato uno shock, la seconda un incubo e la terza imbarazzante da giustificare". Alessandro Del Piero è uno dei grandi azzurri che vent'anni fa in Germania ha alzato la Coppa del mondo: l'ex attaccante ora, di fronte all'ennesima debacle dell'Italia del calcio, non fa sconti a nessuno. "Indipendentemente da di chi sia la colpa: Gattuso, Buffon e Gravina. Siamo indietro di tanto, non solo rispetto ai nostri standard ma anche a chi ha studiato ed è ripartito da capo, come Francia e Germania che con coraggio hanno intrapreso certi percorsi. Anche se qui, a oggi, le soluzioni sembrano molto lontane" le parole di Del Piero ospite a Sky Calcio Unplugged. Il nome dell'ex n.10 della Juventus, 95 presenze in azzurro, torna tra i possibili candidati alla presidenza federale: ed era già successo nel 2024, quando Del Piero non aveva confermato né smentito l'ipotesi di scendere in campo: "Non dico no, ma nessuno mi ha candidato": aveva detto allora. Quanto a oggi, le idee sono chiare sul stato attuale del movimento calcistico. "Ognuno di noi deve avere voglia di reagire e ripartire, mettersi in gioco, studiare e lavorare per risolvere le cose con entusiasmo", spiega l'ex campione, che auspica una riforma reale che non passa dalle singole persone e dai ruoli che rivestono. "Ho sempre creduto nel gioco di squadra, non ci deve essere un capro espiatorio né una persona chiamata a risolvere tutto - sottolinea -. Va analizzato cosa non funziona nel calcio maschile, perché quello femminile e gli altri sport stanno facendo cose straordinarie. Il talento c'è e si è focalizzato in altri sport dove hanno saputo ricostruire. I problemi sono nei settori giovanili, ma anche in stadi e investimenti. Dipende da tante persone: dai presidenti in giù, dirigenti e allenatori". Si è perso il contatto con il territorio e con la "tradizione": e alla luce del terzo Mondiale che l'Italia non potrà giocare e di un'intera generazione tagliata fuori, giovani e giovanissimi che continuano a non poter vedere la Nazionale nella coppa iridata va ridato valore alla Nazionale.

Ora secondo Del Piero si vive in maniera diversa rispetto al passato: "Ai miei tempi, andavo col coltello tra i denti e il caschetto in testa. Dobbiamo fare un passo indietro e dire che non siamo più i migliori, neanche i secondi e i terzi. L'orgoglio va messo da parte, serve umiltà". "Non è solo un discorso di soldi, serve progettualità con passaggi da rispettare - conclude Del Piero -. Serve tempo: col tempo, Gasperini all'Atalanta è diventato immortale. Ancelotti alla Juve sembrava l'allenatore più scarso del mondo, ma non è così. Serve qualcosa in più che pensare a salvarsi il c..o. I calciatori non si costruiscono, si plasmano e si aiutano ad arrivare". 

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