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dopo il ko in bosnia
01 Aprile 2026 - 09:13
Il presidente della Figc Gabriele Gravina
A caccia del responsabile o dei responsabili anche perché la terza mancata qualificazione di fila non può essere più classificata una casualità. Mai nella storia una nazionale del blasone dell'Italia non si era qualificata per tre edizioni di un Mondiale di fila e come se non bastasse quello tra Messico, Usa e Canada sarà la kermesse iridata con più partecipanti al via, ben 48. Il mondo del pallone, quello della politica e non solo, vorrebbero un repulisti. Gravina, invece, fa melina, aspettando il Consiglio Federale straordinario della prossima settimana. Intanto, però, il nome di un candidato forte per sostituirlo sta prendendo quota nelle ultime ore ed è quello di Giovanni Malagò, ex presidente del Coni. Ma torniamo alle parole di Gravina nel post sconfitta: "Per quanto riguarda la parte politica c'è una sede, abbiamo convocato un consiglio federale la prossima settimana. Capisco l'esercizio della richiesta di dimissioni a piè sospinto, ma sono valutazioni che spettano nelle norme al consiglio federale". Gabriele Gravina si è presentato in conferenza stampa accompagnato dal ct Rino Gattuso e da Gigi Buffon, ai quali "ho chiesto di rimanere". Il presidente della Figc è stato il primo a prendere la parola e, dopo aver difeso squadra e tecnico, anticipa la domanda che non può evitare. Rimanda al Consiglio federale che ha già detto ai collaboratori di programmare per la settimana prossima e, nel farlo, risponde anche ai partiti che hanno già chiesto la sua testa.
"Sappiamo di essere in un momento di grande crisi generale, che richiede una riflessione complessiva che non spetta solo alla federazione - avverte Gravina - . Spetta al mondo della politica italiana, che si prodiga e accelera solo per la richiesta di dimissioni. Però vorrei chiedere un solo provvedimento utile, se c'è stata la disponibilità a sostenere il calcio italiano". Il presidente della federazione più ricca e partecipata d'Italia rifiuta i paragoni con gli altri sport, che alle Olimpiadi invernali ed estive hanno fatto incetta di medaglie. "Negli sport dilettantistici si possono adottare scelte e decisioni che nel professionismo non è possibile, mi riferisco all'uso di giovani e under all'interno dei propri tornei - nota Gravina -. Per non parlare di quelli che sono sport di Stato, basti pensare allo sci".
Avverte che la riflessione deve coinvolgere tutti. "La responsabilità oggettiva è della Federcalcio, è mia", ha ammesso. E però "la crisi è grande, bisogna ridisegnare il calcio: ma si parla della Figc come dell'unico attore, quando invece la federazione fa sintesi. Ci sono le Leghe, ci sono i club. Per questo serve una riflessione più grande, per cambiare le cose". E magari permettere anche ai bambini e adolescenti del 2030 di vedere, finalmente, l'Italia a un Mondiale.
Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci…
— Ignazio La Russa (@Ignazio_LaRussa) March 31, 2026
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