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La polemica

Caso Chiorino: Fratelli d’Italia non sapeva ma attacca sulla lista di indagati della minoranza

Duro il capogruppo Riva Vercellotti: «Non accettiamo lezioni da chi elegge Ilaria Salis»

Caso Chiorino: Fratelli d’Italia non sapeva ma attacca sulla lista di indagati della minoranza

«Il gesto volontario di Delmastro e Chiorino non ha molti precedenti. È un passo sufficiente e serve a sottrarci a uno stillicidio quotidiano». Sono le ultime parole di Maurizio Marrone, neo-vicepresidente della Regione, arroccato in difesa degli esponenti del suo partito caduti con un inarrestabile effetto domino in seguito alla vicenda “Le 5 forchette”.

Fratelli d’Italia né la Regione sapevano, conferma con un cenno Marrone in occasione della conferenza stampa chiamata da Cirio per mettere in chiaro le cose una volta per tutte. Ma il fronte della maggioranza non si limita a contenere. Attacca. Col capogruppo Carlo Riva Vercellotti che contrappone la «non scontata» scelta di Chiorino a presunti doppi standard della sinistra: «Altri, anche indagati o condannati, hanno preferito la poltrona all’integrità».

Nel suo novero il caso Rear, che ha scosso il Pd piemontese: dall’ex deputato Mario Laus, all’assessore comunale ai Grandi Eventi Mimmo Carretta, alla presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo su presunti appalti irregolari, passando poi all’ancora più controversa vicenda Echidna, con la nomina di Roberto Fantini come membro dell’Orecol in quota Pd. E c’è poi la truffa ai danni dello Stato che sfiora il consigliere M5S Alberto Unia. «Non abbiamo sciacallato - aggiunge Vercellotti -. Abbiamo dato esempio di serietà. Adesso però, ce lo aspettiamo da tutti», dice, alzando però il tiro ed evocando poi il caso dell’eurodeputata Avs Ilaria Salis. «Non accettiamo alcuna morale da chi l’ha eletta», chiude.

Uno sconcertante rovesciamento della realtà, per la capogruppo Avs Alice Ravinale, chiamata così in causa. «Ho ricevuto minacce per attacchi politici pretestuosi, abbiano almeno la decenza di tacere».

Sul fondo resta una domanda. I Fratelli d’Italia avrebbero voluto saperlo prima? Il quesito resta senza risposta.

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