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NICHELINO
04 Aprile 2026 - 08:40
C’è un punto preciso in cui la musica smette di essere solo suono e diventa spazio. È dentro i locali illuminati di viola della «Purple Room», dove dal 2023 un progetto sostenuto dal Comune ha trasformato uno studio di registrazione in un laboratorio sociale a tutti gli effetti. Qui si incontrano storie, età diverse, fragilità e ambizioni. E soprattutto voci. Zack, 28 anni, e Gioele, 17: sono loro i padroni di casa, cresciuti dentro un’idea semplice e ambiziosa insieme - rendere la musica accessibile a chiunque voglia provarci -. Si registra, si scrive, si prova. Il progetto nasce nel 2023 e si muove veloce, anche grazie ai social. Instagram, TikTok, un linguaggio diretto che intercetta chi normalmente resta ai margini. Tra Zack e Gioele ci sono dieci anni di distanza. Due generazioni che si incontrano nella stessa stanza. E un progetto che, nel tempo, ha iniziato a uscire dai confini di Nichelino. Dopo una prima anteprima a Grugliasco, l’idea è quella di replicare il modello anche a Collegno, Chieri, Moncalieri. L’obiettivo non è solo musicale. È sociale. Aggregazione, inclusione, percorsi con le scuole e con le cooperative. «Ci ha chiamato una mamma - raccontano - dicendo che suo figlio in due ore si è aperto più che in anni di psicologia». Perché dentro PurpleRoom passano soprattutto ragazzi che arrivano da situazioni fragili. Difficili. E trovano un contesto non giudicante, dove la scrittura diventa racconto e la musica diventa restituzione. C’è anche Giulia, 17 anni, che si occupa di fotografia e video. Dietro le quinte prepara tutto quello che accompagna le sessioni. Il progetto ha già portato alcuni giovani su palchi importanti, fino a eventi con migliaia di persone. E nel frattempo ha costruito una rete che tiene insieme scuola, territorio e musica. Li sostiene l’assessore alle Politiche giovanili Fiodor Verzola. «Quando si riesce a intercettare i ragazzi nei loro linguaggi, senza filtri e senza forzature, allora si costruisce qualcosa che resta. PurpleRoom nasce proprio da questo: dall’idea che le istituzioni debbano prima ascoltare, e poi agire. E che la musica, qui, non sia intrattenimento ma uno spazio di relazione e crescita». Il progetto, inserito nel percorso del “Nichelino Urban Lab”, rappresenta un modello basato sull’ascolto delle nuove generazioni e sulla costruzione di spazi di espressione diretta. Il Comune investe circa 20mila euro all’anno nel progetto, che oggi viene indicato come esempio di politica pubblica capace di trasformarsi in percorso di emancipazione reale. «La mia più grande soddisfazione non è solo amministrativa. È vedere ragazzi che non avevano spazi, che non avevano voce, diventare punti di riferimento. Diventare parte attiva della città. Diventare, a tutti gli effetti, stakeholder del nostro territorio e riferimento per altre generazioni».
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